A.O.I. 1941, la prima medaglia d’oro a un soldato coloniale

La medaglia d’oro al valor militare alla memoria concessa nell’ottobre del 1941, al muntaz (caporale) Unatù Endisciau del LXXIX battaglione coloniale, classe 1917,  fu la prima conferita ad un soldato coloniale.

Durante la Battaglia di Culqualber, episodio della Campagna dell’Africa Orientale Italiana, dopo la caduta del ridotto di Debre Tabor il 6 luglio del 1941, egli non volle arrendersi al nemico e decise di portare in salvo il gagliardetto del proprio reparto nelle proprie retrovie.

In una lettera il federale di Gondar esaltava lo spirito di sacrificio dei fedelissimi soldati coloniali che resistevano in Africa orientale italiana, da quelli che a Matemmà avevano fermato con i loro petti i carri armati, a quelli delle bande di confine che avevano catturato un comandante inglese, agli eroi del presidio di Uolchefit che sono andati a Gondar per continuare la lotta, accennando specialmente nella lettera ad un graduato Amhara.

Unatu Endisciau.jpg

Si trattava del muntaz Unatù Endisciau, che, dopo essersi rifiutato di arrendersi, raggiungeva con pochi ascari animosi le retrostanti linee italiane di difesa per portare il salvo il gagliardetto del proprio battaglione, riuscendo, sebbene gravemente ferito, a consegnarlo in mani italiane, spirando poco dopo.

Gli venne concessa con l’approvazione del Duce la medaglia d’oro con la seguente motivazione:

«Fedelissimo e valoroso graduato amara, dopo essersi rifiutato fieramente di arrendersi al nemico, in seguito alla capitolazione del ridotto avanzato di Debra Tabor, per esaurimento viveri, con pochi ascari animosi si assumeva l’incarico di raggiungere le retrostanti nostre linee di difesa di Cuiquaber (Km. 106) per portare in salvo il gagliardetto del proprio reparto. Superate le difficoltà e i pericoli dell’insidia ribelle, fatto successivamente prigioniero da un capo dissidente, riusciva a sfuggire alla cattura, portandosi in prossimità delle nostre posizioni. Gravemente ferito in conseguenza dello scoppio di un ordigno esplosivo, mentre attraversava una nostra zona minata, invocava l’intervento dei compagni per avere l’onore di consegnare in mani italiane la gloriosa insegna del battaglione. Trasportato all’infermeria, in condizioni gravissime, si dichiarava contento di morire entro le nostre linee. Con fierissime parole esortava i compagni a non desistere dalla lotta, esprimendo il proprio convincimento nella immancabile vittoria degli italiani, data la superiorità di valore in confronto dell’avversario. Fulgido esempio di fedeltà, fierezza, illuminato spirito di sacrificio,profondo e nobile sentimento del dovere.»
— Debre Tabor – Sella Culquaber ottobre 1941.

Unatù Endisciau e Mohammed Ibrahim Farag, furono gli unici combattenti di colore a ricevere la Medaglia d’oro al valor militare.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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