2^ G.M. Africa Settentrionale

Comandante Enrico Frattini

Enrico Frattini fu uno dei più famosi generali italiani del secondo conflitto mondiale, uno dei pochi degno di essere citato sui libri di storia. Fu il comandante della «Folgore» a El Alamein, comandante dei quattromila paracadutisti italiani che si immolarono nel deserto egiziano, pur di non arrendersi, comandante di coloro che, in una memorabile citazione, Winston Churchill, alla Camera dei Comuni di Londra definì i «Leoni della Folgore».

Generale Enrico Frattini

Enrico Frattini nasce a Napoli, il 31 maggio 1891 divenendo ufficiale del Genio nel 1912. Trasferito al 5º Rgt. Genio Minatori, nel 1913 fu inviato in Libia, dove venne promosso Capitano nel 1915. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale e, nel 1917, comandando interinalmente il 73° Btg. Genio, organizzò la difesa sul Piave tra Nervesa e Palazzon. Nel 1918 fu al comando del 10° Btg. Zappatori con il quale organizzò svariate linee difensive. Nel corso del conflitto ricevette la Croce di guerra al valor militare.

Nel 1925 fu assegnato alla Divisione di Torino dove rimase due anni. Promosso Tenente Colonnello nel 1926, nel 1929 divenne Addetto militare a Tokio e dal 1932 fu accreditato anche presso la Legazione Cinese. Colonnello nel 1933, nel 1935 prese il Comando del 10º Rgt. Genio e poi del 3º Rgt. Genio Scuola. Generale di brigata nel 1938, fu Comandante del Genio del 3 °C.A. di Milano.

Trasferito al Ministero della Guerra nel 1940, nel 1941 fu Capo Reparto presso lo Stato Maggiore dell’Esercito, dove lavorò per costituire un reparto paracadutisti. Lo Stato Maggiore non credeva alle aviotruppe, le aveva spesso ostacolate nella preparazione e nel morale considerandole “politicizzate e inaffidabili” non aveva trovato per tale politica discriminatoria un generale disposto a comandare la costituenda divisione paracadutisti.

A quel punto il generale Frattini, seppur del Genio, e ufficiale addetto al generale Mario Roatta, sottocapo di Stato maggiore, si offrì volontariamente per evitare l’onta dell’assenza di generali quali comandanti. Così nell’estate 1942 al comando della 185ª Divisione paracadutisti “Folgore” fu inviato in Africa Settentrionale, assumendo dopo la morte del generale Federico Ferrari-Orsi, anche il comando del “X Corpo d’armata” (divisioni Pavia, Brescia e Folgore e un reggimento bersaglieri).

Il comportamento della divisione Folgore durante la battaglia di El Alamein fu encomiabile, riuscendo a resistere assieme ad elementi della Divisione “Pavia” ai ripetuti tentativi di sfondamento portati dalla 7ª Divisione Corazzata britannica (23 ottobre, sostenuta dalla Brigata Francia Libera, e 24 ottobre), come anche il grande attacco concentrico portato il 25 ottobre da elementi 7ª Divisione Corazzata e della 44ª e 50ª Divisione di fanteria, e l’ultimo tentativo della 132ª Brigata Fanteria dell 44ª Divisione il giorno 27.

Folgore nel deserto.jpgIl coraggio e lo spirito combattivo della divisione suscitò il rispetto e l’ammirazione anche da parte degli stessi avversari. In ottemperanza agli ordini dell’ACIT la divisione Folgore iniziò la ritirata nella notte del 3 novembre 1942, in condizioni rese difficilissime dalla mancanza di mezzi di trasporto.

Dopo due giorni di marcia nel deserto, alle 14:35 del giorno 6, dopo aver distrutto le armi, ciò che restava della Divisione si arrese alla 44ª divisione fanteria britannica del generale Hughes, senza mostrare bandiera bianca e senza mai alzare le mani ai nemici.

I paracadutisti ottennero dai britannici l’onore delle armi e dopo la resa il generale Hughes volle ricevere il generale Frattini, accompagnato dai colonnelli Bignami e Boffa, complimentandosi per il comportamento della divisione. Il generale rimarrà prigioniero di guerra degli inglesi fino a quando venne rimpatriato nel 1944. Dopo la battaglia di El Alamein alla Divisione Folgore ed ai suoi Reggimenti verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nel 1945 fu Comandante Militare Territoriale di Genova e nel 1947 di Roma. Dal 1946 al 1947 fu anche Ispettore dell’Arma del Genio dell’Esercito italiano al ministero della difesa a Roma. Nel 1948 fu promosso Generale di Corpo d’Armata, nel 1950 allo Stato maggiore della difesa e nel 1952 fu al Comando delle forze terrestri alleate del Sud Europa. Posto in ausiliaria, dal 1956 Frattini fu alla guida dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia. Morì a Roma, l’11 febbraio 1980.

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