2^ G.M. Regia Aeronautica

Il Corpo Aereo Italiano si schiera in Belgio

ll mattino del 27 settembre del 1940, decollarono da San Damiano di Piacenza e Cameri, rispettivamente 40 bombardieri BR 20 del 13º Stormo e altri 37 del 43°, diretti in Belgio lungo la rotta Trento-Innsbruck-Monaco-Francoforte sul Meno-Liegi. Facciamo un piccolo passo indietro per capire perché vennero inviati in Belgio aerei da combattimento della Regia Aeronautica.

Nell’agosto del 1940 Mussolini, Capo del governo, chiese a Hitler di partecipare ai bombardamenti contro la “Perfida Albione”, nella cosiddetta “battaglia d’Inghilterra”. Questa fu la prima grande campagna ad essere combattuta esclusivamente da forze aeree le quali unirono la ricerca di un dominio aereo ad una intensa azione di bombardamento strategico.

Quest’azione, teorizzata dall’italiano Giulio Douhet negli anni venti, era orientata, con l’attacco aereo, a neutralizzare le difese antiaeree e con i bombardamenti, ad influenzare l’opinione pubblica  per portare alla resa o ad un eventuale armistizio il nemico. Le Teorie di Douhet saranno poi ampiamente utilizzate dai comandi Alleati durante tutto il secondo conflitto mondiale.

Venne cosi costituito il Corpo Aereo Italiano (CAI) che venne ufficialmente formato il 10 settembre 1940 in seno alla 1º Squadra aerea – SQA1 e posto al comando del generale di squadra aerea Rino Corso Fougier.

CR 42 schierati su un campo di aviazione in Belgio

Caccia Fiatt CR $” schierati su un campo di aviazione belga

Esso era composto da due stormi da bombardamento, su Fiat BR 20M, uno stormo da caccia, su Fiat CR 42 e Fiat G 50, e una squadriglia da ricognizione su Cant-Z 1007-bis. Giunto in Belgio completo lo schieramento di uomini e mezzi il 22 ottobre arrivando a schierare 178 velivoli. Per migliorare il riconoscimenti i velivoli del C.A.I. avevano dipinto una larga fascia gialla sulla fusoliera.

Il CAI fu posto alle dipendenze della Luftflotte 2 e i tedeschi assegnarono ai bombardieri italiani, come zona d’operazione, un settore a sud del corso del Tamigi delimitato a settentrione dal 53º parallelo nord e a occidente dal meridiano di longitudine 1° ovest da Greenwich; mentre alla caccia furono assegnati pattugliamenti dall’alba al tramonto, fra i 4 000 e i 5 000 metri, nelle zone fra Gravelines e Dunkerque e fra Nieuport e Ostenda.

Fiat BR 20 con la caratteristica fascia gialla degli aerei del C.A.I.

Fiat BR 20 con la caratteristica fascia gialla degli aerei del C.A.I.

Durante il suo ciclo operativo, il CAI svolse un numero di missioni inferiore a quello previsto, soprattutto a causa delle ostili condizioni ambientali e della necessità di addestrare parte del personale dei bombardieri al volo senza visibilità. Il difficile ciclo operativo, svolto in condizioni meteorologiche estremamente differenti da quelle mediterranee, contro macchine e piloti dalle superiori caratteristiche ed addestramento si conclude col rimpatrio del C.A.I. a partire dal 10 gennaio 1941.

I B.R.20 effettuarono 144 missioni, perdendo 11 velivoli, di cui tre abbattuti e uno danneggiato irreparabilmente in combattimento. Altri sette furono gravemente danneggiati (cinque dalla contraerea e due dai caccia della RAF). Gli equipaggi dei bombardieri ebbero 29 morti, 13 feriti e quattro prigionieri. I caccia svolsero 590 missioni di guerra, con la perdita di 20 C.R.42 e un G.50 in combattimento, per incidenti o guasti. Tre piloti persero la vita e due vennero catturati altri sette restarono feriti.

In totale il CAI perse 38 velivoli (in gran parte per incidenti di volo, guasti e condizioni atmosferiche proibitive), senza registrare alcuna vittoria confermata. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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3 risposte »

  1. Sono stato amico del Ten. Col. pilota Francesco Bassi che fece parte del Corpo come comandante di BR 20. Mi disse che la contraerea inglese era veramente micidiale e che i BR 20 erano aeroplani non adatti alla missione e spesso tornavano indietro senza essere potuti penetrare nel territorio nemico. Mi raccontava spesso degli aneddoti: l’ufficiale tedesco che quando arrivò col BR 20 fece un giro intorno e gli disse che lui su quell’aereo non c’avrebbe messo neanche la sua fotografia o di quando, abbattuto, dovette lanciarsi col paracadute e una volta a terra a causa del vento forte sbarbò un campo di ortaggi nel tentativo di fermarsi. Ho un bellissimo ricordo di lui, per tanti direttore della Scuola di Volo dell’Aero Club di Siena.

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  2. Hello,

    Hope you can read Anglaize? I’m doing Research on Maldeghem (Urano) and some on Ursel (Saturno) Airfields in Belgium? Could someone help to the names of the pilots and their plane they flew with. A sort of ORB Operations Record Book? That i for : 45 Fiat G.50, 351° Squadriglia under Capitano G; Calliere; 352° Squadriglia undr Capitano L. Borgogno and 353° Squadriglia under Capitano Proveda in Maldegem; Belgium and for Ursel, 50 Fiat C42 of 83°Squadriglia Capitano Molinari, 85° Squadriglia … and 95° Squadriglia….. . ou can alwaus find me on My Facebook page, ‘Vliegveld 32’ ( meaning Airfield 32)

    Regards,

    Beelaert Geert, researcher former WWII Airfield Maldegem Belgium.

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