2^ G.M. I bollettini di Guerra

Prima riunione del Governo dello Stato Nazionale Repubblicano, nasce la futura Repubblica Sociale Italiana

Il 23 settembre del 1943, presso presso l’ufficio dell’ambasciata tedesca di Roma, si teneva una  prima, breve e parziale, riunione del nuovo governo Mussolini, Duce che in quel momento era assente: il suo posto fu temporaneamente occupato da Alessandro Pavolini. In questa fase viene usata l’espressione “Stato Fascista Repubblicano d’Italia”. Il 27 settembre il governo comunica che «si dà inizio al funzionamento del nuovo Stato Fascista Repubblicano».

Il 28 settembre nel suo primo Consiglio dei ministri alla Rocca delle Caminate a Predappio, viene usata la denominazione di “Stato Nazionale Repubblicano”. Il 20 ottobre il ministro guardasigilli dispone «che la denominazione “Regno d’Italia” negli atti e documenti e in tutte le intestazioni relative a questo Ministero e agli Uffici da esso dipendenti, sia sostituita dalla denominazione: “Stato Nazionale Repubblicano d’Italia”».

Al terzo Consiglio dei ministri del 27 ottobre Mussolini annuncia «la preparazione della Grande Assemblea Costituente, che getterà le solide fondamenta della Repubblica Sociale Italiana», ma lo Stato non cambia nome. Il 17 novembre il Manifesto di Verona approvato dal PFR delinea la creazione di una «Repubblica Sociale». Il 24 novembre il quarto Consiglio dei ministri delibera che «lo Stato nazionale repubblicano prenda il nome definitivo di “Repubblica Sociale Italiana”» a partire dal 1º dicembre 1943. 

Il nuovo governo si insediò nei pressi di Salò, sul Lago di Garda (da cui la denominazione Repubblica di Salò), mentre i ministeri furono dislocati in varie sedi dell’Italia settentrionale. La neocostitutia Repubblica comprendeva le regioni del Centro-Nord a eccezione del Trentino, dell’Alto-Adige, della provincia di Belluno, del Friuli e della Venezia Giulia, dell’Istria, annesse di fatto al Terzo Reich che in queste zone avevano costituito due zone di operazioni.

Cartina

Il governo della stessa fu riconosciuto dalla Germania nazionalsocialista, dai governi dei paesi occupati o alleati della Germania nazista e dall’Impero Giapponese. Durò in carica dal 23 settembre 1943 al 25 aprile 1945.

Tornando alla riunione oggetto del presente post ecco i verbali della stessa:

Sono presenti:

Alessandro Pavolini Ministro Segretario del Partito;
Francesco Barracu Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio;
Guido Buffarini Guidi Ministro per l’Interno;
Rodolfo Graziani Ministro per la Difesa Nazionale;
Domenico Pellegrini Giampietro Ministro per le Finanze e Ministro per Scambi e Valute;
Edoardo Moroni Ministro per l’Agricoltura e Foreste;
Fernando Mezzasoma Ministro per la Cultura Popolare;
Antonio Legnani Sottosegretario alla Marina.

Assenti giustificati:

Antonio Tringali Casanuova Ministro per la Giustizia;
Silvio Gai Ministro per l’Economia Corporativa;
Carlo Alberto Biggini Ministro per l’Educazione Nazionale;
Giuseppe Peverelli Ministro per le Comunicazioni;
Carlo Ernesto Botto Sottosegretario per l’Aeronautica;

Presiede Alessandro Pavolini
Segretario Francesco Barracu

La seduta ha inizio alle ore 14.

Alessandro Pavolini porge ai componenti del Governo il saluto del Duce ed eleva il pensiero alla memoria dei caduti su tutti i campi di battaglia che attendono la giusta vendetta contro i traditori che hanno venduto la Patria allo straniero e calpestato, mancando alla parola data al leale alleato popolo tedesco, l’onore della Nazione.

L’oratore mette quindi in risalto l’atto generoso del Capo Supremo della nuova Germania Nazionale Socialista Adolf Hitler che ha liberato dalle mani dei mancatori di parola e venditori della Patria il suo amico Mussolini e restituito all’Italia il suo Duce. Espone quindi il camerata Pavolini, quali saranno e da che cosa determinati, i primi atti del Governo.

Tali atti sarebbero:

Spostamento della Capitale e della sede del Governo in località da scegliere in Alta Italia per evitare il più possibile i bombardamenti aerei nemici alle città e vittime innocenti;
Spodestamento Autorità nominate dal Comandante della Città Aperta di Roma e disarmo della Divisione Piave, dei Carabinieri e della Polizia delle quali ultime verranno mantenute per l’ordine pubblico forze da poter eventualmente fronteggiare con i nostri mezzi;
Annunzia che il Duce desidera ricevere sabato prossimo o nei giorni seguenti, alla Rocca delle Caminate, i membri del Governo;
Espone necessità sgombero dei Ministeri e uffici indispensabili da trasportare in Alta Italia, e quelli di non utile conservazione ma da non lasciare in mano al nemico distrutti. In Alta Italia verranno trasportati fra l’altro il tesoro dello Stato nonché gli impianti tecnici. Verranno approntati mezzi per il trasporto dei Fascisti compromessi e delle loro famiglie. Analogamente saranno trasportati e messi al sicuro per ogni eventuale ritorsione verso il nemico e verso i traditori tutte le autorità del nefasto regime Badoglio;
Per trasporto Capitale e per gli altri spostamenti si prevede, allo stato attuale della situazione, un periodo da quindici giorni a trenta-quaranta;
I Commissari di Ministeri nominati dal Comando Tedesco rimangono in carica a disposizione dei Ministri del nuovo Governo e sono impegnati ad eseguire gli ordini di questi;
I funzionari dei vari Ministeri che vorranno seguire il nuovo Governo continueranno, nella nuova sede, ad assolvere le mansioni cui sono adibiti. Naturalmente saranno scelti gli elementi di sicuro affidamento e nella misura strettamente indispensabile;
Legnani chiede la parola per proporre che venga effettuata un’accurata discriminazione anche fra coloro che aderiscono e tutti sono del suo parere;
Buffarini precisa che è stata riconosciuta a Roma la prerogativa di Città libera e che appunto in omaggio a tale riconoscimento il Governo Fascista Repubblicano si trasferisce in Alta Italia, per non dare al nemico alcuna giustificazione ad offese aeree;
Pellegrini propone che i Ministri prendano però possesso per assestamento pendenze urgenti e per vigilare che tutto il carteggio e i documenti essenziali per il funzionamento dei Ministeri sia nelle nuove sedi;
Moroni propone che in vista del trasferimento venga esaminata la possibilità di tenere i Ministri riuniti il più possibile. Anche questa possibilità viene da tutti, dopo attenta disamina, approvata.

La seduta ha termine alle ore 15,30 e si richiude col saluto al Duce dato dal camerata Pavolini.

Letto e approvato alla data di cui sopra.

Visto: Mussolini

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