Bollettini di guerra 15 settembre 1940-41-42

  • Bollettino n. 100

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 15 settembre 1940:

Nostre avanguardie hanno occupato ed oltrepassato Sollum. Sono stati distrutti una cinquantina fra carri armati ed autoblindo nemi­che. Reparti nemici in ritirata hanno incendiato numerosi depositi e subito gravi perdite per l’azione molto intensa della nostra avia­zione. Una nostra formazione aerea ha attaccato con azione di bom­bardamento in picchiata l’aeroporto di Hal Far, a Malta, centrando con tiro preciso le difese contraeree, gli impianti e le aviorimesse; sono stati osservati una grande esplosione ed un successivo incendio di notevoli proporzioni. Levatasi la caccia nemica, essa ha rifiutato combattimento con la nostra caccia di scorta, impegnando invece i nostri picchiatelli, i quali, passati al contrattacco, hanno abbattuto un velivolo nemico e colpito gravemente un secondo. Tutti i nostri velivoli sono rientrati.

Nel Mediterraneo orientale nostri mas hanno affondato un sommergibile nemico. Un incrociatore nemico, attac­cato da una nostra formazione aerea, è stato colpito in pieno da una bomba di medio calibro.

Nell’Africa orientale nostri aerei hanno bombardato capannoni nella zona di Goz Regeb (Sudan); incursioni aeree del nemico su Assab, Massaua, Debaroà, Asmara e Gura han­no causato complessivamente quattro feriti e danni di limitata en­tità. A Metemma paesani armati sorprendevano e fugavano una carovana guidata da un capitano australiano che tentava entrare in nostro territorio.

  • Bollettino n. 468

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 15 settembre 1941:

Reparti meccanizzati germanici, col concorso di aliquote dell’Avia­zione dell’Asse, hanno eseguito nei giorni 14 e 15 una energica pun­tata offensiva in territorio egiziano ad oriente di Sollum, costrin­gendo le truppe inglesi a ripiegare. I cacciatori tedeschi e italiani han­no ripetutamente affrontato le forze aeree avversarie, abbattendo complessivamente dodici velivoli nemici. Dei nostri velivoli dieci non sono rientrati. Altri sono rimasti colpiti: qualche ferito a bordo. Altre unità della Regia Aeronautica hanno rinnovato, nottetempo, azio­ni di bombardamento sulla piazzaforte di Tobruk e sulla zona di Marsa Matruh : sono stati colpiti apprestamenti e depositi, dai quali si sono sviluppati incendi, nonché concentramenti di automezzi ed installazioni ferroviarie.

Aeroplani nemici hanno bombardato Bengasi senza conseguenze. Nell’Africa orientale, intensa attività di fuoco di artiglieria, mortai ed armi automatiche nel settore di Uolchefit e tentativi di avvicina­mento nemici, prontamente respinti, in corrispondenza del caposal­do di Culquabert.

In Mediterraneo orientale nostri velivoli hanno colpito con bombe e gravemente danneggiato una nave mercantile nemica.

  • Bollettino n. 842

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 15 settembre 1942:

I1 tentativo di sbarco nemico presso la base di Tobruk, iniziatosi nella notte sul 14 corrente con un poderoso attacco aeronavale, alle ore 9 del mattino era totalmente liquidato.

Le truppe sbarcate da mezzi marittimi ed aerei sono state completa­mente distrutte o catturate nel giro di 5 ore.

L’immediato intervento del battaglione San Marco al comando del tenente di vascello Giacomo Colotto e di altri nostri reparti, valoro­samente poi coadiuvati da elementi germanici della base di Tobruk, ha avuto ragione, dopo aspra rapida lotta, delle truppe avversarie che erano riuscite a prendere terra, ivi compresi alcuni paracadutisti. Contro le unità navali, che appoggiavano l’operazione, le batterie costiere e contraeree della difesa italiana e germanica intervenivano con preciso fuoco affondando 3 cacciatorpediniere, alcuni avvisi e nu­merosi mezzi da sbarco.

Sulle forze navali ripieganti verso est hanno successivamente agito formazioni aeree d’assalto e da bombardamento italiane e germa­niche affondando un incrociatore, un cacciatorpediniere e varie mo­tosiluranti, danneggiando gravemente un incrociatore leggero e altre unità minori.

Si è particolarmente distinto in queste azioni il 13° gruppo d’assalto comandato dal maggiore pilota Lorenzo Viale.

Sono rimasti nelle nostre mani 576 prigionieri fra i quali 34 ufficiali; a parecchie centinaia ammontano i morti e i feriti; abbondante ma­teriale bellico è stato preso.

La maggior parte dei naufraghi delle navi affondate è stata ricupe­rata dai nostri mezzi navali prodigatisi nella difficile opera di sal­vataggio.

Le perdite complessivamente da noi subite sono relativamente modeste. Contemporanee incursioni di mezzi blindati leggeri britannici, con­tro campi di aviazione della zona, fallivano pure per il pronto in­tervento dei presidi locali che distruggevano numerosi automezzi e prendevano qualche prigionie

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