2^ G.M. I bollettini di Guerra

2 settembre 1939, il Regno d’Italia dichiara la “Non belligeranza”

Alle ore 4.45 del 1º settembre 1939 le forze armate tedesche varcarono il confine polacco, dando inizio al più grande conflitto che la storia dell’umanità abbia mai visto. Per la prima volta la tecnica militare del Blitzkrieg, la “guerra-lampo”, basata sulla stretta collaborazione delle forze corazzate e dell’aviazione, veniva mostrata al mondo nella sua devastante potenza.

Il Regno d’Italia era legato al Terzo Reich dal Patto d’Acciao che era stato firmato pochi mesi prima, precisamente il 22 maggio. Dopo esplicita richiesta, il Duce ricevette da Hitler un messaggio nel quale l’Italia era esentata dall’intervenire in guerra. Una decisione capace di deprimere, di prostrare e di rendere ancor più irritabile di prima il fondatore dell’Impero.

La firma del trattato era avvenuta con l’assicurazione verbale data dal ministro degli esteri tedesco von Ribbentrop al suo collega italiano, Galeazzo Ciano, che la Germania non avrebbe iniziato la guerra prima di tre anni; inoltre, la mancata consultazione dell’Italia prima dell’invasione della Polonia e della firma del patto Molotov-Ribbentrop, poteva essere considerata una violazione dell’obbligo di consultazione fra i due paesi contenuto nell’alleanza.

L’Italia poté così dichiararsi “potenza non belligerante” senza venir meno ai patti sottoscritti. Il termine “neutralità”, considerato vile e rinunciatario, venne scartato ed al suo posto si coniò, su suggerimento del conte Galeazzo Ciano, Ministro degli Esteri e genero del Duce l’espressione “non belligeranza”

Il Gran Consiglio del Fascismo proclama la ”non belligeranza” dell_Italia.

Il Gran Consiglio del Fascismo proclama la ”non belligeranza” dell’Italia.

Il termine coniato in Italia verrà poi ripreso, proprio nel momento della dichiarazione di guerra dell’Italia, nel giugno 1940, dalla Spagna che si dichiarò non belligerante, volendo con ciò sottolineare le sue favorevoli propensioni per l’Asse.

Mentre l’Italia adottava la linea della “non belligeranza”, i Paesi del Nuovo Patto Balcanico si dichiaravano neutrali. E ciò anche se la Bulgaria e la Jugoslavia erano sostanzialmente schierate con i tedeschi, Grecia e Romania con gli occidentali, mentre la sola Turchia appariva relativamente equidistante dagli uni e dagli altri.

Nel periodo che intercorrerà fra la dichiarazione di non belligeranza e quella di guerra del 10 giugno 1940, Hitler colse l’importanza strategica di avere Roma dalla propria parte: un eventuale passaggio dell’Italia nel campo avversario, come nella Prima guerra mondiale, avrebbe significato il ritorno allo schieramento del 1915-1918 e al blocco marittimo che, da solo, aveva piegato la Germania del Kaiser Guglielmo II.

Perciò il Führer decise di cedere definitivamente sulla questione del Sud-Tirolo; alla fine del 1939 i sudtirolesi furono chiamati a optare per l’una o per l’altra nazione: sui 229.000 abitanti della provincia di Bolzano, 166.488 scelsero la Germania impegnandosi a lasciare l’Italia entro due anni; 22.712 optarono per l’Italia e 32.000 non si pronunciarono e restarono nello stato di allogeni.

Il periodo della Non belligeranza fu comunque di aiuto per la Germania: la minaccia di un intervento diretto teneva impegnate truppe francesi sulle Alpi; inoltre Mussolini prometteva di passare ai tedeschi le informazioni che gli riusciva di avere da fonti occidentali.

Ma al tempo stesso la neutralità lasciava a Mussolini la possibilità di passare nel campo occidentale nel caso che le cose si fossero messe male per la Germania. Insomma, nella situazione drammatica in cui l’Italia e l’Europa si trovavano di fronte all’aggressione tedesca alla Polonia, i sentimenti di Mussolini erano più che mai contrastanti e allo stesso tempo le azioni molto contraddittorie .

Mentre si incoraggiava la Germania ad attaccare il Belgio neutrale, quet’ultimo veniva informato il Belgio delle intenzioni di Hitler; si minacciava fuoco e fiamme contro la Francia, ma si continuava a fortificare la frontiera con la Germania. Si sperava in una vittoria tedesca ma che non fosse troppo schiacciante.

La situazione perdurerà come detto fino al 10 giugno, quando l’Italia nonostante la deficiente situazione militare non fosse molto migliorata nei mesi intercorsi, a seguito delle strabilianti vittorie tedesche sul fronte occidentale, ruppe gli indugi ed entrò nel secondo conflitto mondiale.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

 

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