“La decisione di attaccare oggi è la più grave della mia vita… ” Inizia la battaglia di Alam Halfa

Il 30 agosto del 1942, iniziava la battaglia di Alam Halfa, battaglia che alcuni storici chiamano seconda battaglia di El Alamein. Essa rappresentò l’ultimo tentativo di Rommel di sfondare le linee alleate nel deserto egiziano e raggiungere la tanto agognata Alessandria d’Egitto.

Alle ore 23  il generale tedesco sferrò un attacco su tutto il fronte di El Alamein; e la battaglia prende il nome dalla località dove si svolsero gli scontri più duri, nei pressi della “Cresta” di Alam Halfa a sud-est di El Alamein. Il piano del feldmaresciallo tedesco prevedeva delle azioni diversive, condotte dalla sinistra del suo schieramento (verso El Alamein), contro il XXX corpo nemico dalla 164ª divisione tedesca e dalle divisioni italiane Trento e Bologna.

L’attacco principale era previsto nel settore meridionale delle linee tedesche, contro il XIII corpo britannico, e dove essere condtoot dalla 90ª divisione leggera, dal corpo d’armata motorizzato italiano, con le divisioni corazzate Ariete e Littorio, dalle 15ª e 21ª divisioni corazzate dell’Afrikakorps,  e dai paracadutisti della divisione Folgore e del Gruppo Remke.

Battaglaia Alma Halfa

Rommel intendeva aggirare da sud  con le due divisioni panzer, le posizioni britanniche, spostarsi ad est della Cresta di Alam Halfa e quindi accerchiare l’8ª armata britannica. L’offensiva di Rommel si è resa necessaria nel momento in cui egli si è reso conto che il tempo avrebbe favorito la ricostituzione e la riorganizzazione delle truppe del gen. Alexander.

In quest’occasione il feldmaresciallo tedesco dichiarò:

“La decisione di attaccare oggi è la più grave della mia vita. O si riesce a raggiungere ora il canale di Suez oppure…”

La battaglia seguiva la prima battaglia di El Alamein, che fu combattuta del 1° al 27 luglio del 1942. La prima fase che si svolse dal 1º al 3 luglio del 1942, vide l’attacco delle forze italo-tedesche alle linee alleate, respinto già nel primo giorno e un successivo contrattacco britannico il giorno successivo. L’attacco britannico guidato dal generale Auchinlek fallì nella zona centrale dello schieramento e colse invece un piccolo successo contro le difese italiane della parte sud dello schieramento.

La battaglia riprese vigore il 10 luglio, con Auchinleck che attaccò a Tel el Eisa, nel settore nord, prendendo oltre un migliaio di prigionieri. Per chiudere la breccia vennero inviati rinforzi del 7º Reggimento bersaglieri, e mentre gran parte della Divisione “Sabratha” veniva decimata nel centro della città, l’85º Reggimento (Divisione “Sabratha”) del colonnello Erminio Angelozzi occupava la stazione ferroviaria, dove attendeva ulteriori ordini.

bersaglieri in africa su alce

Il 14 luglio la 2ª Divisione di fanteria neozelandese tornò all’attacco nel settore dell’altura di Ruweisat questa volta al centro dello schieramento difensivo della Divisione “Brescia”, impegnando durissimi scontri corpo a corpo contro le truppe alleate.

Rommel attaccò la mattina del 15 luglio con tutte le forze disponibili ristabilendo la situazione a suo favore. Nel settore di Tel el Eisa l’attacco degli australiani venne bloccato dalla forte resistenza dell’85º Reggimento della Divisione “Sabratha”  del colonnello Angelozzi. I

ll 22 luglio della 5ª Divisione indiana e 2^ neo-zelandese riuscirono a penetrare nelle linee della Divisione “Trieste”, la battaglia si estese ma gli attaccanti vennero respinti, perdendo 146 carri e più di 800 uomini catturati. Un nuovo attacco nemico si verificò tra il 26 ed il 27 luglio, risolvendosi ancora una volta in un completo insuccesso per i britannici.

L’attacco della 9ª Divisione australiana si arenò davanti alla forte resistenza dei reparti della 61º Reggimento Fanteria della Divisione “Trento”, che riuscirono a respingere le puntate offensive del nemico infliggendogli notevoli perdite.

Nel complesso la prima battaglia di El Alamein determinò ingenti perdite ai reparti britannici  e segnarono la fine della carriera di Auchinleck in Africa, dato che il giorno egli 15 agosto dovette cedere il comando delle forze britanniche in Africa e Medio Oriente al generale Alexander, mentre, contemporaneamente, il generale Bernard Law Montgomery prese il comando della 8ª Armata.

Per i dettagli potete leggere il nostro post: Cambio della guardia nei comandi britannici.

Tornando all’argomento oggetto del presente post,  quando Montgomery assunse il comando della 8ª armata decise che, prima di effettuare altri tentativi di ricacciare indietro le forze dell’Asse, doveva ottenere una netta superiorità numerica. In realtà aveva già la superiorità numerica su italiani e tedeschi sia come carri che come uomini ed artiglierie, tuttavia (come si vide successivamente nella seconda battaglia di El Alamein) era necessaria una superiorità schiacciante per essere sicuri del successo.

D’altra parte Rommel sapeva della sua inferiorità sia di mezzi sia logistica, ma sapeva anche che il tempo lavorava a favore dei britannici, in quanto, mentre a lui stavano arrivando solo le forze destinate inizialmente all’esigenza C3 (lo sbarco su Malta), cioè la divisione italiana Folgore, la 164ª divisione leggera tedesca e la brigata Ramcke.

L’insieme delle truppe a disposizione di Rommel che oltre alle forze appena citate aveva aggiunto provenienti dalla Tripolitania i reparti corazzati della divisione Littorio assunse la denominazione di ACIT (Armata Corazzata Italo tedesca).

I rinforzi per i britannici invece stavano affluendo regolarmente ed in quantità sempre più rilevante. Inoltre era noto che in Gran Bretagna si stavano raccogliendo forze statunitensi, che avrebbero potuto essere usate in Egitto (in realtà queste forze erano destinate all’Operazione Torch, cioè lo sbarco nel Nord Africa francese).

Un’ulteriore informazione in possesso di Rommel era che verso metà settembre sarebbe arrivato ad Alessandria un convoglio con ingenti rifornimenti, soprattutto in carri armati, per le forze britanniche. Data la situazione decise di prevenire Montgomery e di attaccare alla fine di agosto.

Per attaccare era fondamentale avere rifornimenti sia di munizioni sia di carburante per almeno una settimana di combattimento, ma, a fine di agosto, Rommel aveva a disposizione solo 1500 t di benzina, dato che la maggior parte dei rifornimenti di benzina era stata assegnata alla Luftwaffe, quindi fu costretto ad aprire l’offensiva che poteva decidere della guerra nel deserto in condizioni logistiche quasi disperate.

Nel corso dell’agosto 1942 fu affondato il 20% del tonnellaggio inviato in Libia, ma nei campi critici le perdite furono di 15000 t di combustibile, 2600 t di automezzi e 1115 t di artiglierie e munizioni. Per avere un confronto, nello stesso periodo l′8ª armata ebbe a disposizione 400.000 t di rifornimenti vari.

Occorre ricordare anche che il 22 agosto Rommel chiese improvvisamente di essere sostituito per motivi di salute. Era stanco, soffriva di difterite nasale, lamentava disturbi gastroenterici e aveva il volto piagato dal sole. La scelta per il sostituto cadde sul Maresciallo Kesselring.

Forse fu proprio questa scelta, per via di vecchi rancori fra i due, che indusse Rommel ad accantonare i suoi propositi di lasciare il comando ed a spingerlo ad affrettare l’offensiva. In data 28 agosto, infatti, la “volpe del deserto” emanò l’ordine d’operazione fissando come data d’inizio della battaglia il 30 agosto”.

Vedremo nel post successivo l’evolversi della battaglia di Alam Alfa. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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