2^ G.M. I Carabinieri Reali

Il carabiniere che salvò 3000 ebrei

Bellissimo articolo dedicato al capitano dei Carabinieri Reali Massimo Tosti che durante i dieci mesi di occupazione italiana dei territori della Francia del sud, in precedenza amministrati dal governo collaborazionista di Vichy, si prodigò per salvare circa 3.000 ebrei dalle persecuzioni naziste.

Il Carabiniere che salvò 3.000 ebrei

Massimo Tosti

Prima di chiudere e lasciarVi alla lettura dello sconosciuto episodio, due parole sull’armistizio firmato fra la Francia sconfitta e la Germania e l’Italia nel 1940. Questo per spiegare il perché dell’occupazione della Francia del sud che nell’articolo non viene illustrato.

Dopo la grave sconfitta inflitta alla Francia, Hitler che considerava la Francia uno “dei pilastri del Nuovo Ordine europeo” non volle umiliare eccessivamente la Francia, in modo da assicurarsene, se non l’alleanza, almeno la collaborazione in una neutralità che impedisse alla Gran Bretagna di sfruttare le risorse coloniali francesi.

Questa morbidezza era giustificata dal fatto che la Germania non sarebbe stata in grado di impadronirsi direttamente dell’immenso impero coloniale francese, e pareva più opportuno che i territori d’oltremare rimanessero amministrati direttamente dai francesi.

Nelle condizioni di armistizio non fu prevista quindi né la consegna della flotta da guerra (che era la quarta al mondo, bene addestrata e disciplinata) né la resa dell’impero coloniale. Gli assetti territoriali definitivi furono rimandati al trattato di pace che sarebbe intervenuto alla fine della guerra.

Mappas della divisione della Francia.png

I territori dell’Alsazia e Lorena, annessi dalla Francia dopo la fine della prima guerra mondiale, furono di fatto riannessi alla Germania, sebbene ufficialmente fossero sotto occupazione militare come il resto della Francia del Nord. L’Italia otteneva i territori effettivamente occupati con l’offensiva delle Alpi occidentali, quindi ben poca cosa e la smilitarizzazione di una fascia di 50 chilometri dal confine italiano.

Il territorio francese venne quindi diviso in due zone ben distinte: il nord e la fascia costiera sull’Atlantico vennero occupati militarmente dalla Germania, mentre sul resto del paese aveva giurisdizione un governo neutrale guidato dal maresciallo Petain, con sede a Vichy. L’esercito francese doveva essere smobilitato nel continente, mantenendo una forza minima sufficiente alle esigenze di ordine pubblico.

La Francia poteva però mantenere oltremare le forze necessarie per il presidio dell’impero coloniale. La situazione perdurò fino all’ 8 novembre del 1942, quando nell’ambito dell’operazione Torch, gli anglo americani sbarcarono in Marocco e Algeria, allora protettorati francesi, incontrando una debole resistenza da parte delle truppe di Vichy, comandante dall’ammiraglio François Darlan.

La sera del 10 novembre 1942 il piano era pronto per essere messo in pratica: la Prima Armata della Wehrmacht avanzò da Nantes verso Bordeaux e portandosi verso i Pirenei e il confine con la Spagna, mentre la Settima Armata avanzava dalla Francia centrale, verso Vichy e Tolone. Erano entrambe ai comandi del generale Johannes Blaskowitz.

La Quarta armata del Regio Esercito occupò la Costa Azzurra e una divisione italiana occupò la Corsica, utilizzando anche uomini e mezzi originariamente preparati per il mai avvenuto sbarco italiano a Malta. L’occupazione si protrarrà anche oltre l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Sarà proprio in questa zona e precisamente nel piccolo paesino di Saint Martin Vésubie, sito a nord di Nizza, che il capitano Tosti svolgerà la sua meritevole opera di salvataggio di miglia di vite, mettendo a repentaglio la sua e quella dei suoi sottoposti, aiutato dal  celebre banchiere italo-francese – già console generale della Repubblica di San Marino – Angelo Donati.

 

 

 

 

 

 

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