2^ G.M. "La guerra continua" Il periodo 25 luglio - 8 settembre 1943

Gli Alleati esigono la resa incondizionata dell’Italia

Il 7 agosto 1943, a Roma, il Consiglio della Corona, un organismo di cui facevano parte, oltre al sovrano, il Maresciallo Badoglio ed altri militari influenti quali il Capo di Stato Maggiore Ambrosio, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Roatta e il comandante dei servizi segreti Giacomo Carboni, approvò, a maggioranza di due terzi, la decisione di uscire dalla guerra.

Ambrosio propose il generale Giuseppe Castellano quale rappresentante italiano per le trattative di pace con gli alleati, pur non conoscendo minimamente, quest’ultimo, nemmeno una frase d’inglese. Il generale poté avvalersi in tutte le fasi delle trattative come traduttore e assistente di Franco Montanari, all’epoca console a Lisbona.

Chi era questo generale incaricato di portare avanti trattative cosi importanti e soprattutto così segrete? Giuseppe Castellano nacque a Prato nel 1893, da famiglia di origine siciliana. Militare di carriera, partecipò alla Prima guerra mondiale come ufficiale di artiglieria con il grado di capitano, conseguendo una medaglia di bronzo al valor militare. Successivamente entrò nello stato maggiore dell’esercito.

Durante la Seconda guerra mondiale prese parte alla campagna di Jugoslavia (1941-42) e, nel 1942, fu nominato generale di brigata per merito di guerra. In Jugoslavia conobbe il comandante della 2ª armata generale Vittorio Ambrosio, guadagnandone la fiducia. Quando, il 20 gennaio 1942 Vittorio Ambrosio fu nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Castellano lo seguì a Roma come “generale addetto”. Era in quel periodo, il più giovane generale di brigata dell’esercito italiano.

Il 2 febbraio 1943 Ambrosio assunse l’incarico di Capo di Stato Maggiore generale, grazie anche alla collaborazione di Castellano che, successivamente, rivestì l’incarico di capo della Sezione piani e operazioni dello Stato Maggiore generale. Sempre Castellano, coadiuvò Ambrosio e il Comandante dei servizi segreti generale Giacomo Carboni, nell’iniziativa politica sorta in ambito militare finalizzata alla destituzione di Benito Mussolini, e mirante alla sua sostituzione con un elemento di spicco dell’esercito in primis Badoglio o, in subordine, Caviglia.

Tale azione fu autonoma rispetto a quella interna al Partito fascista, capeggiata da Dino Grandi, che si concretizzò con l’Ordine del Giorno presentato al Gran Consiglio del Fascismo e messo ai voti nella notte tra il 24 e il 25 luglio del 1943. Entrambe le due iniziative contavano sull’intervento decisivo del sovrano.

Il 25 luglio, una volta approvato dal Gran Consiglio del Fascismo l’ordine del giorno Grandi, che rimetteva nelle mani del Re il Comando Supremo delle Forze Armate, Vittorio Emanuele III ruppe gli indugi e procedette alla sostituzione di Mussolini con il Maresciallo Badoglio.

L’iniziativa che condusse all’arresto dell’ex capo del Governo, nel pomeriggio del 25 luglio 1943 fu dello stesso Castellano, che elaborò con il generale Carboni il piano per introdurre, con l’assenso del Ministro della Real Casa Pietro d’Acquarone un’autoambulanza in Villa Savoia e ordinare a cinquanta carabinieri l’arresto di Mussolini.

Si arriva cosi ai primi giorni di Agosto, le sorti della battaglia in Sicilia sono ormai segnate e pure i tedeschi pensano solo a salvare il salvabile e a portare sul continente il maggiore numero di truppe e tutto il materiale possibile per continuare poi più proficuamente la lotta sul continente.

Castellano riceve cosi le istruzioni su come agire dal Capo di Stato Maggiore il  12 agosto 1943. Egli avrebbe dovuto esporre chiaramente la situazione militare, ascoltare le intenzioni degli alleati e, soprattutto “dire che noi non possiamo sganciarci dalla Germania senza il loro aiuto”.

Il generale italiano, tuttavia, non poté attuare la missione con la speditezza che la drammaticità della situazione esigeva. Castellano, infatti, fu autorizzato a raggiungere il territorio neutrale soltanto in treno, e impiegò tre giorni per raggiungere Madrid e conferire con l’ambasciatore inglese Sir Samuel Hoare.

Successivamente impiegò altri tre giorni per raggiungere Lisbona, ove, solo il 19 agosto, conferì con i rappresentanti del Comando Alleato. Già il 20 i colloqui si potevano considerare conclusi. Gli Alleati esigono la resa incondizionata dell’Italia, non ci sono margini di trattativa. Il rappresentante di Roma ottiene 10 giorni di tempo per comunicare le decisioni al suo governo.

A trattare per cosi si può dire con Castellano venne deputato il generale Walter Bedell Smith. Anche lui come Castellano aveva cominciato la sua carriera militare durante la prima guerra mondiale. Nel 1939 ottenne la promozione a maggiore e fu addetto all’ufficio di stato maggiore dell’esercito. Fu nominato colonnello nel 1941 e maggiore generale nel 1942.

Fu capo di stato maggiore del generale Dwight Eisenhower per l’operazione Torch, lo sbarco americano in Marocco ed Algeria. Dopo essere stato per alcuni mesi segretario per gli Stati Uniti nella commissione mista dei capi di stato maggiore alleati a Washington, venne trasferito in Europa con l’incarico di capo di stato maggiore del comandante in capo alleato, generale Dwight David Eisenhower.

Durante la seconda parte della guerra mondiale fu praticamente il direttore amministrativo delle operazioni militari alleate in Europa, guadagnandosi da parte di Churchill il soprannome di bulldog per la sua tenacia ed, inoltre, la lode incondizionata di Eisenhower, che lo definì “il migliore capo di stato maggiore che un comandante in capo abbia mai avuto”.

Durante i colluqui di Lisbona fece capire come detto che per il Regno d’Italia non era contemplato altro che la resa senza condizioni, e sarà presente alla firma dell’armistizio italiano avvenuta a Cassibile il 3 settembre 1943. Lo ritroveremo fu tra i massimi organizzatori dello sbarco in Normandia del giugno 1944 ed infine presiedette la cerimonia della firma a Reims della capitolazione tedesca il 15 maggio 1945.

Tornando al generale Castellano egli il 23 ripartì in treno da Lisbona, giungendo a Roma il 27 agosto. La missione era durata quindici giorni. Nel frattempo, a Lisbona era stato inviato in aereo per affiancare Castellano,  il generale Zanussi, che si presentò ai rappresentanti alleati appena ripartito Castellano per Roma.

Questa scelta generò anche una certa confusione tra gli alleati, in particolare il generale Zanussi, già addetto militare a Berlino, non era ben visto dagli alleati peraltro confusi da l’invio di delegazioni così ravvicinate e senza coordinamento.

In questo quadro estremamente confuso e per niente organizzato andavano avanti le trattative, anche se in conclusione trattative non erano contemplate da parte Alleata, si esigeva la resa senza condizioni, e l’Italia non aveva nessuna carta da giocare per chiedere niente in contropartita.

Ritroveremo la stessa confusione e la disorganizzazione totale al momento di dichiarare l’armistizio il successivo 8 settembre, dopo avere peraltro firmato il 3. Tutto questo  getterà le Forze Armate e il Paese intero in una situazione tragica con tutte le conseguenze che come vedremo. I tedeschi a differenza dei nostri comandi, avevano fiutato la situazione e si erano ampiamente preparati all’uscita dell’Italia.

Al quartier generale di Hitler, nel frattempo erano allo studio ormai da molte settimane i piani per l’invasione dell’Italia con il conseguente disarmo delle sue forze armate, sia sul territorio nazionale sia nelle zone ancora occupate dal Regio Esercito nei Balcani, nell’Egeo e in Francia meridionale.

1 risposta »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.