Gli Alleati prendono Messina, finisce la campagna di Sicilia

Il 18 agosto 1943, il bollettino del Comando Supremo n° 1.180 cosi dava la notizia che la battaglia per la Sicilia era terminata e la lotta si spostava sul continente:

“La dura battaglia della Sicilia, che le truppe italo – tedesche hanno strenuamente combattuto per 40 giorni contro la soverchiante po­tenza delle forze anglo – americane di terra, del mare e del cielo è finita ieri. Gli ultimi reparti di retroguardia hanno abbandonato l’estrema punta nord – orientale dell’isola e raggiunto la costa cala­bra, dove erano stati in precedenza traghettati i feriti, le altre unità e buona parte dei materiali”.

Alle 6.35 circa del 17 agosto 1943, le cariche d’ esplosivo piazzate dai genieri tedeschi facevano  saltare le banchine del porto di Messina, le apparecchiature della base navale, Villa Anna che era stata la sede dell’alto comando delle forze armate e le batterie antiaeree. Rimasero in piedi i depositi di generi alimentari, che erano stati aperti agli affamati e martoriati cittadini messinesi.

Truppe tedesche attraversano su chiatte lo stretto di Messina per prendere parte alla difesa della Sicilia
Truppe tedesche attraversano lo stretto di Messina

Poco dopo gli ultimi militari italiani e tedeschi insieme al generale Monacci, comandante delle forze di terra della piazzaforte di Messina e al generale della Wehrmacht Hans Hube, che era subentrato al generale Guzzoni nel comando della ormai ex 6a Armata italo-tedesca, attraversavano lo stretto di Messina.

 

Chi volesse rileggere la biografia del generale tedesco protagonista della campagna di Sicilia può leggere il nostro post a lui dedicato al seguente indirizzo:

Il generale Hans Valentin Hube “der Mensch”

Chi volesse approfondire l’argomento della “Dunkerque italo tedesca”, la perfetta evacuazione delle truppe tedesche e italianie dall’isola verso la Calabria può invece trovare il nostro post relativo al seguente indirizzo:

L’evacuazione della Sicilia. la “Dunkerque” italo tedesca

Qualche ora dopo entrarono in città le avanguardie della 7ª Armata del generale Patton, precedendo di poco quelle dell’ 8ª Armata britannica dell’ indispettito Montgomery. La battaglia di Sicilia era finita: quaranta giorni di combattimenti accaniti, molti di più della settimana, al massimo due, previste dagli strateghi angloamericani.

L’Operazione Husky vide perdite gravi per tutti i contendenti impegnati nella lotta. Gli italiani lamentarono 4.680 morti, circa 5.000 feriti e 152.000 fra dispersi e prigionieri. I tedeschi su 60.000 uomini impiegati ebbero 4.561 morti, 4.583 dispersi, 13.352 feriti tutti evacuati e 5.523 prigionieri per un totale di circa 28.000 perdite, oltre a 170 dei 217 panzer impiegati sul suolo siciliano.

 

Alte le perdite anche in campo anglo-americano, nonostante la storiografia alleata parlò di passeggiata militare. Gli americani lamentarono fra le fila della 7ª Armata 2.237 morti e 5.946 feriti, mentre 8ª Armata britannica ebbe 2.062 morti e 7.137 feriti. A queste perdite già considerevoli vanno aggiunti anche 860 morti e 895 feriti lamentati fra gli equipaggi delle unità navali.

Molti furono a dispetto di quanto ci ha tramandato la storiografia alleata e colpevolmente i nostri libri di storia, gli episodi di valore compiuti dal soldato italiano durante i 40 giorni di combattimento.

Occorre ricordare il sacrificio della divisione Livorno che per prima contrattaccò gli americani nel settore di Gela, ricacciandoli sulle spiagge, il sacrificio della 206ª divisione costiera, della divisione Napoli, che tentò invano di fermare l’avanzata alleata tra i 10 e 13 luglio e subendo gravi perdite, permise ai tedeschi di ripiegare nel settore Caltagirone/Vizzini, quello del sottotenente Sergio Barbadoro nella difesa di Palermo.

La Divisone Assietta che contrastò duramente il nemico fino al 29 luglio a S. Fratello, dove unitasi ai reparti Tedeschi combattè duramente sino al 7 agosto, insieme ai resti della Divisone Aosta nella battaglia di Troina e l’eroismo del X Reggimento Arditi nella battaglia del ponte di Primosole.

Truppe britanniche prendono terra sulle spiagge siciliane, 10 luglio 1943
Truppe britanniche prendono terra sulle spiagge siciliane, 10 luglio 1943

Potete trovare i dettagli di molti degli episodi valorosi del soldato italiano nella campagna di Sicilia nel nostro blog, sotto mettiamo alcuni link relativi:

75 anni fa “Operazione Husky” lo sbarco in Sicilia

Gela, la battaglia che poteva cambiare la Storia

Sulle spiagge di Licata muore il generale Enrico Francisci

Due medaglie d’oro per la 206ª divisione Costiera

Diavoli verdi contro diavoli rossi, la battaglia del Ponte di Primosole

Sergio Barbadoro, l’ultimo difensore di Palermo

La battaglia di Troina (1-6 agosto 1943)

Combatterono molto duramente, come si è potuto intuire dall’entità delle perdite, le tre divisioni tedesche presenti sull’isola nel momento dello sbarco che persero la metà della forza di combattimento in termini di effettivi e impegnarono battaglia praticamente fino all’ultimo giorno.

Dopo i primi tentativi di respingere lo sbarco, già dal 17 luglio ci si rese conto che con le poche forze disponibili non era possibile resistere sull’isola alla grande forza di invasione messa in campo dagli alleati, che potevano vantare anche un assoluto strapotere nei cieli.

Si comincio cosi a rivedere la strategia improntando le operazioni al fine di conseguire il massimo rallentamento possibile dell’avanzata alleata ma soprattutto a permettere il deflusso delle forze italo tedesche verso il continente, per lì continuare la lotta.

Tiger della divisione corazzata Hermann Göring in Sicilia
Carri Tiger della Hermann Goering

Furono dunque approntate 4 linee difensive e successivamente 3 linee di evacuazione, grazie alle quali un mese dopo l’esercito italo-tedesco riuscirà con successo ad attraversare lo stretto di Messina sbarcando sul continente.

Esse,  considerati anche i vari arretramenti e assestamenti in corso d’opera,furono nell’ordine:

• 17 luglio: linea delle Madonie  – andamento da Termini Imerese alla foce del Simeto, con Enna perno centrale
• 21 luglio: linea Santo Stefano, andamento da S. Stefano di Camastra alla foce del Simeto, con Nicosia perno centrale
• 5 agosto: Linea San Fratello, andamento (definitivo) da San Fratello ad Acireale, con Troina  perno centrale
• 10 agosto: Linea Tortorici, andamento da Tortorici a Torre Archirafi, con Randazzo perno centrale

Prima di chiudere il post una breve ma doverosa cronologia della conquista della Sicilia.

8 maggio 1943. Cominciano i bombardamenti alleati sull’isola di Pantelleria.

12 maggio 1943. La Tunisia cade completamente in mano Alleata. E’ la fine della Campagna d’Africa per le forze dell’Asse .

6-10 giugno 1943. Su Pantelleria si intensifica l’attacco alleato contro le batterie costiere dell’isola, da parte di aerei e navi inglesi.

11 giugno 1943. Pantelleria si arrende agli alleati prima ancora di essere attaccata dalle forze di sbarco

12 giugno 1943. Anche il presidio di Lampedusa si arrende al nemico senza combattere. Continua senza soste l’azione dei bombardieri alleati che con successive incursioni su Catania e Palermo causano decine di morti e seri danni.

13-14 giugno 1943. Si arrendono i presidi delle isole di Linosa e Lampione.

18 giugno e 25 giugno 1943. Attacchi aerei e bombardamenti su Messina.

Soldati tedeschi posano mine anticarro sulla spiaggia
Soldati tedeschi posano mine sulle spiagge siciliane

9-10 luglio 1943. Inizia l’Operazione Husky, lo sbarco alleato in Sicilia: la 7ª Armata Usa sbarca sulle spiagge di Gela mentre l’8ª^ Armata inglese  prende piede su quelle di Pachino e Siracusa.

10-12 luglio 1943. Violento scontro tra la 7ª Armata americana e le divisioni Hermann Goring e  Livorno, che reiscono quasi a costringere gli stessi a reimbarcarsi.

13 luglio 1943. Viene occupata senza combattimenti la piazzaforte marittima di Augusta.

15 luglio 1943. Il premier inglese Winston Churchill e il presidente americano Roosevelt lanciano un comune appello agli Italiani affinché decidano “se vogliono morire per Mussolini e Hitler oppure vivere per l’Italia e la civiltà”, mentre il re incontra Badoglio per sondare la sua disponibilità a presiedere un nuovo governo.

17 luglio 1943. Gli Alleati conquistano Agrigento e il giorno dopo Caltanissetta.

19 luglio 1943. La notte è tristemente ricordata come “notte di san Lorenzo” per il primo bombardamento alleato su Roma. I danni sono immensi. Il quartiere di san Lorenzo è quasi completamente devastato; morti e feriti si contano a migliaia. Il bombardamento doveva convincere l’Italia ad arrendersi,

22 luglio 1943. Gli americani del generale Patton conquistano Palermo.

25 luglio 1943. Il Gran Consiglio del Fascismo sfiducia Mussolini, il re ordina il suo arresto e affida a Badoglio l’incarico di guidare il nuovo governo.

27 luglio 1943. Il Gen. Alexander, comandante il XV Gruppo d’armate, sposta il suo Quartier Generale dall’Africa in Sicilia.

5 agosto 1943. Occupazione alleata di Catania.

14 agosto la Herman Goering l’ultima divisione che ancora contrasta le truppe alleate interrompe i contatto e dopo aver effettuato numerose interruzioni stradali si avvia verso Messina per imbarcarsi e raggiungere il continente. Viene occupata Taormina.

Postazione antiaerea della 29. Panzergrenadier-Division in azione nello stretto di Messina nell'estate 1943
Batteria antiaerea tedesca sullo stretto di Messina

17 agosto 1943. Alle 10,15 le truppe del Gen. Patton entrano a Messina, la conquista dell’isola è stata portata. Ora la lotta si sposta sul continente.

3 settembre 1943. Le truppe Alleate sbarcano in Calabria e lo stesso giorno a Cassibile il generale Castellano sottoscriveva l’armistizio con gli Alleati.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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