2^ G.M. I generali tedeschi

General der Panzertruppen Hans-Valentin Hube “der Mensch”

Come oggi il 17 agosto del 1943 finiva dopo 39 giorni di duri combattimenti la campagna di Sicilia. Oggi vogliamo dedicare un post al generale che fu l’assoluto protagonista fra i comandanti delle truppe dell’Asse durante la dura campagna.

Chiamato semplicemente dai suoi uomini, der Mensch, “l’uomo”, per il suo valore, coraggio e capacità di guidare le truppe, ma anche Papà Hube per la sua grande forza morale, Hans-Valentin Hube fu uno dei migliori comandanti della Wehrmacht nel secondo conflitto mondiale.

Militare di carriera, venne ferito nel corso della prima guerra mondiale, perse una mano ma volle comunque restare nel modesto esercito germanico del dopoguerra : la sua domanda fu inizialmente respinta causa la mutilazione, ma egli non si diede per vinto fino a quando, dopo numerosi altri tentativi, alla fine la sua richiesta non fu accolta.

All’inizio della seconda guerra mondiale, Hube non ricevette incarichi attivi durante la campagna di Polonia e schierato al comando del suo vecchio reparto, il 3º Reggimento di fanteria,sul fronte occidentale. Durante la sostanziale tregua, sviluppò l’addestramento dei suoi uomini, attivando esercitazioni estremamente realistiche che suscitarono alcune critiche da parte dei comandi superiori per gli eccessivi rischi corsi dai soldati.

Durante la campagna di Francia Hans Hube venne promosso maggior generale e ricevette, a partire dal 14 maggio 1940, il comando della 16ª Divisione fanteria, inquadrata nel Panzergruppe Kleist, il principale raggruppamento mobile tedesco incaricato di effettuare lo sfondamento decisivo del fronte alleato.

Hube condusse la sua divisione, attraverso la Francia settentrionale fino alle coste della Manica; nella seconda parte della campagna, la 16ª Divisione fanteria avanzò in Lorena fino a Mirecourt dove Hube ricevette, due giorni prima dell’armistizio, la resa delle truppe del generale Jean Flavigny.

Dopo la vittoria tedesca in Francia la Wehrmacht procedette ad un’ampia riorganizzazione delle sue forze ed a un ampliamento del numero delle formazioni corazzate; nel quadro di questo programma Hube ricevette l’incarico di costituire, con i quadri e alcuni reparti della 16ª Divisione fanteria, la nuova 16ª Panzer-Division.

Dopo un breve periodo in Romania la sua divisione venne destinata alle armate che dovevano invadere l’Unione Sovietica. Il 22 giugno 1941 giorni dell’inizio dell’operazione Barbarossa, la 16ª Panzer-Division  venne inquadrata nel Panzergruppe 1 del generale Ewald von Kleist.

L’armata corazzata aveva il compito di sfondare le difese di frontiera nel settore meridionale del fronte, e invadere l’Ucraina. In questa area l’Armata Rossa aveva concentrato un gran numero di formazioni corazzate che contrattaccarono fin dai primi giorni per cercare di fermare l’avanzata tedesca.

I panzer furono duramente contrastati e durante la battaglia di Brody-Dubno la divisione di Hube svolse un ruolo decisivo, rivendicando la distruzione di quasi 300 carri armati sovietici.

Hube continuò l’avanzata verso est incontrando aspra resistenza, il 9 luglio 1941 16ª Panzer-Division superò la linea Stalin, da dove poté partecipare alla grande battaglia di Uman’ che si concluse con una netta vittoria tedesca.

Per il valore dimostrato in queste prime battaglie Hube ricevette la Croce di cavaliere della croce di ferro il 1º agosto 1941.

Dopo la grande vittoria in Ucraina, il Gruppo d’armate Sud del feldmaresciallo Gerd von Rundstedt riprese l’avanzata verso est e invase la Crimea e il Donbas; Hube guidò la sua divisione, fino al Donec, mentre altri reparti corazzati tedeschi marciavano in direzione di Rostov sul Don.

Nonostante le perdite subite, a novembre 1941 i sovietici passarono al contrattacco e i tedeschi subirono le prime sconfitte e dovettero evacuare Rostov e ripiegare. Hube fu impegnato durante i critici mesi invernali in una difficile battaglia difensiva sulle posizioni raggiunte che costò molte perdite. Il 16 gennaio 1942 il generale ricevette, in riconoscimento del valore dimostrato, le foglie di quercia per la Croce di cavaliere.

hans valentin hube nel 1942

Il generale Hube in un immagine del 1942

Il 1° aprile 1942 venne promosso tenente generale e nella successiva operazione Blu, la grande offensiva estiva lanciata sul fronte orientale, continuò a dirigere le difficili operazioni offensive in direzione del fiume Don.

Spesso presente con il suo veicolo di comando sulla linea del fuoco in prima linea, mostrò freddezza e coraggio, venendo anche coinvolto in pericolosi scontri ravvicinati con i mezzi corazzati sovietici.

In questa fase la 16. Panzer-Division di Hube entrò a far parte della 6ª Armata del generale Friedrich Paulus di cui divenne l’elemento corazzato di punta. Si trattava dell’armata destinata da Hitler ad occupare Stalingrado.

Sappiamo tutti come finì e anche Hube rimase intrappolato nell’inferno di  Stalingrado, dove guidò un fallito tentativo di rompere l’accerchiamento.

Durante l’assedio di Stalingrado Hube uscì fuori dalla sacca in aereo e si recò al quartier generale di Hitler a Rastenburg per essere promosso general der Panzertruppen e ricevere la decorazione delle spade per la Croce di cavaliere, assegnatagli per il valore dimostrato nei combattimenti del 1942.

Nel quadro del programma di rafforzamento della Wehrmacht nel teatro bellico mediterraneo, dopo la fine della campagna di Tunisia, il 19 maggio 1943 Hube ricevette l’ordine di trasferimento con il quartier generale del 14º Panzerkorps in Italia, dove venne schierato inizialmente in Calabria.

Il 10 luglio 1943 gli anglo-americani diedero inizio allo sbarco in Sicilia, e subito fu chiara la necessità di trasferire importanti rinforzi tedeschi nell’isola. Il 16 luglio 1943 Hube ricevette nuovi ordini dal feldmaresciallo Albert Kesselring, comandante supremo tedesco del settore Sud; egli avrebbe dovuto trasferire il suo 14º Panzerkorps in Sicilia e assumere il comando in capo di tutte le forze tedesche impegnate nell’isola, in quel momento al comando del generale Frido von Senger.

Arrivato sull’isola Hube si trovava formalmente sottoposto al generale Guzzoni comandante della 6ª armata italiana stanziata in Sicilia, e responsabile di tutte le forze dell’Asse deputate alla difesa dell’isola. Entrò ben presto in contrasto con il suo superiore italiano e dopo la caduta di Mussolini, finì per assumere il comando delle truppe dell’Asse schierate a difesa dell’isola.

Uno dei 17 Tiger presenti in Sicilia

Uno dei 17 Tiger presenti sull’isola

Il generale italiano lo descrisse come “un guerriero teutonico che ha messo da parte corazza, spada e scudo”. D’altro canto il generale tedesco chiarì subito che, secondo gli ordini di Hitler, avrebbe agito di propria iniziativa e che avrebbe assunto il controllo delle operazioni contro gli Alleati.

Le truppe tedesche in Sicilia erano in netta inferiorità numerica e materiali nei confronti del corpo di spedizione alleato del generale Dwight Eisenhower che inoltre disponeva di una schiacciante superiorità aerea, ma Hube riuscì a condurre con notevole abilità la battaglia difensiva, e fu merito principalmente suo se, gli alleati impiegarono quasi 40 giorni per completare l’isola, in luogo delle 1/2 settimane preventivate dai loro comandi.

Adottando abili tattiche difensive, il generale prima fermò la marcia dei britannici del generale Bernard Montgomery sulla linea dell’Etna, quindi estese le sue posizioni verso nord e arrestò anche la rapida avanzata delle truppe americane del generale George Patton sulla cosiddetta linea di San Fratello imperniata sui capisaldi di Troina e Santo Stefano, ottenendo il pieno apprezzamento del feldmaresciallo Kesselring, responsabile delle forze armate tedesche schierate nel Mediterraneo.

Nominato  su proposta del feldmaresciallo Erwin Rommel, responsabile generale di tutte le unità antiaeree presenti in Sicilia, riuscì a concentrare sulle due sponde dello stretto ui una tale forza antiaerea che finì per scoraggiare qualsiasi tentativo alleato di contrastare l’evacuazione.

Per chi volesse approfondire l’argomento su quella che vine definita la Dunkerque dell’Asse può leggere il nostro post dedicato all’operazione Lehrgang al seguente indirizzo:

Operazione Lehrgang, l’evacuazione della Sicilia

Come vedremo le forze italo-tedesche ancora presenti sull’isola furono pressoché integralmente evacuate e messe in condizioni di per continuare la lotta sul continente. Hube fu praticamente l’ultimo ad evacuare Messina dopo essersi assicurato che anche l’ultimo uomo si fosse messo in salvo e l’impresa, gli varrà il riconoscimento da parte dell’Italia della decorazione della Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia.

Trasferito di nuovo a Est, sarà protagonista di altre imprese alla testa della 1ª Parzerarmee fra cui l’annientamento a Zitomir dell’offensiva sovietica, il tentativo di rompere la sacca di Korsun, la marcia epica per quasi 200 km delle unità inquadrate sotto il suo comando e accerchiate sino a sfondare le linee sovietiche e salvare la stragrande maggioranza di uomini e mezzi.

Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia in Oro, Spade e DiamantiRicevuto ancora una volta personalmente da Hitler, gli venne assegnata la croce di cavaliere con Fronde di Quercia, Spade e Diamanti, decorazione che durante il secondo conflitto mondiale venne concessa solo a 27 uomini, uno di questi era Hube.

Si dice che Hitler avesse in mente di assegnargli l’intero comando delle operazioni all’Est. Ma un tragico destino lo attendeva: durante il viaggio di ritorno al fronte, il suo aereo precipitò a Salisburgo, era il 21 aprile 1944.

Con Hube scompariva uno dei massimi rappresentanti della scuola germanica e in assoluto uno dei migliori generali del II conflitto mondiale. E’considerato da alcuni storici “uno dei maggiori specialisti della Wehrmacht in fatto di guerra con mezzi corazzati”.

Durante la guerra più volte Adolf Hitler espresse la sua alta considerazione per Hube; ancora il 24 febbraio 1945 manifestò il suo dispiacere per la morte del generale, lamentando la mancanza di altri generali “fatti dello stesso legno di quercia”

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

 

 

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