2^ G.M. Africa Orientale

Somaliland, termina la battaglia dell’ Argan

“Gli inglesi che occupavano inizialmente varie località (Girreh, Dobo, Hargheisa, Oadueina), al primo sentore della nostra avanzata sono rapidamente ripiegati (in genere elementi cammellati) sull’acrocoro centrale dove hanno concentrato tutte le loro forze e tutto fa credere occupino la linea si alture passante all’incirca per Argan, Adadleb, forse M. Mirgo e sembra che intendano accettare battaglia. A quale scopo non saprei dire: o per dar tempo di sgomberare Berbera e di qui ad Aden, oppure guadagnare tempo in attesa di rinforzi”

Telegramma del Viceré a Roma in data 9 agosto.

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Nel nostro precedente post del 9 agosto abbiamo analizzato la conquista di Hargheisa durante la campagna che porterà alla conquista del Somaliland , la Somalia britannica, oggi analizzeremo la battaglia dell’Argan.

Nel primo post dedicato alla campagna potete trovare tutte le informazioni relative a schieramenti e inizio della battaglia, il tutto al seguente link:

La conquista di Hargheisa

Lo svolgimento della campagna, viene convenzionalmente diviso in tre fasi, la prima definita dell’avvicinamento, si svolse dal 3 al 6 agosto, la seconda che è l’oggetto del presente post, chiamata “la battaglia dell’Argan” si svolse dal 7 al 15 agosto 1940.

A partire dal 7 agosto la colonna principale dello schieramento italiano, diviso in tre colonne marciava su Darbouk, il 9 come abbiamo visto venne presa Hargheisa la seconda città del Somaliland e lo stesso giorno riceveva l’ordine  di muovere in direzione di Bulhar e Berbera, la capitale del possedimento britannico.

Il giorno successivo la colonna centrale, ricordiamo al comando del generale De Simone con la divisione speciale Harar costituita dalla XIII, XIV e XV brigata coloniale e da reparti motorizzati per un complesso di 11 battaglioni e 14 batterie giungeva a contatto con il sistema fortificato britannico.

Dopo aver impiegato il giorno 10 per l’organizzazione dell’attacco dalle posizioni di Darbouk-Dameir, alle 7,35 del giorno 11 la Regia Aeronautica agiva con ondate successive di bombardieri S. 81 sugli apprestamenti difensivi nemici e con incursioni di cacciatori mitraglianti sui campi dell’aviazione nemica.

Alle ore 8 del giorno 11 cominciava il tiro di preparazione da parte dell’artiglieria e le tre brigate, la XIV (gen. Tosi) e la XV (gen, Graziosi) schierate in prima linea e la XIII (gen. Nam) in seconda si preparavano all’attacco.

Alle 12,30 i primi elementi della XV erano sul Damier e la XIV cominciava a sua volta l’azione coaudiuvata dalla II del colonnello Lorenzini che su 4 battaglioni e 2 batterie costituiva la riserva del Comando scacchiere.

Non appena la XIV giungeva nei pressi di Darbouk si rivelava intensa la reazione dell’avversario specilamente con l’artigleria, dopo essersi ritirati velocemente, per la prima volta le truppe britanniche accettavano il combattimento, rivelando una ampia e profonda organizzazione difennsiva.

La nostra azione riprendeva il giorno 12 ma la giornata trascorse con vivaci combattimenti ma senza significativi avanzamenti da parte delle truppe italiane, la linea difensiva britannica teneva.

Nella notte sul 13 la XIV si radunava tutta sulla sinistra della pista di Berbera ma poco prima della 6, venne fatta oggetto di un violento fuoco di artiglIerie e mitragliatrici e messa in condizioni di non poter più proseguire nell’attacco. Venne pertanto deciso che l’indomani la stessa venisse sostituita dalla XIII.

Le cose andavano invece meglio nel settore della XIII che era riuscita a conseguire qualche progresso e nella sera riusciva a respingere un contrattacco effettuato da nord a ovest con reparti autocarrati, ma rimaneva comunque isolata in localita Mirgo. Scarsi invece i risultati conseguiti dalla II brigata coloniale.

Corriere della Sera del 17 agosto 1940

Il giorno 14 le nostre truppe valorose, concentrando gli sforzi alle ali, con il valido appoggio dell’artiglieria e i ripetuti bombardamenti aerei, progredivano metodicamente travolgendo successivi e muniti ordini di difesa avversaria.

Venivano effettuati colpi di mano sui fortini n. 1 e 2 (Sandalol e Bipartito) quest’ultimo colpito alle 14,30 da due ondate di Ca 133 e nonostante il fallimento degli attacchi sui 2 fortini, il fronte avanzava con la conquista di altri 2 fortini posti ad occidente del “Sandalol” e del “Castello”.

Il giorno 15 fu il giorno decisivo. Alle 15 dopo una precisa preparazione di artiglieria, la XV brigata muoveva all’attacco del fortino n. 1 denominato dagli inglesi “Sandalol” e alle 17, una bandiera bianca sventolava sullo stesso mentre nuclei isolati continuavanao a resistere.

Alle 19 il fortino era in nostro saldo possesso e la stessa cosa poteva dirsi per il fortino n. 1 il “Gibilterra”. Contemporaneamente, alla sinistra la II brigata, travolti gli ultimi centri di resistenza del nemico, ne avvolgeva l’ala destra.

Pesanti le nostre perdite che ammontavano fra morti feriti e dispersi a 1.445 unità, non quantificabili ma sicuramente molto minori visto che gli inglesi si difendevano all’interno di fortini le avversarie, ma dopo quattro giorni di lotta accanita il sistema difensivo inglese era così completamente travolto.

Il sistema dei fortini era ormai crollato e il generale Goldwin Austen venne alla conclusione che la ritirata di Berbera e l’evacuazione costituissero il solo mezzo per evitare una disfatta e il possibile annientamento delle forze inglesi, decisione avallata dal tenente generale Sir Wilson che reggeva temporaneamente il comando del Medio Oriente in assenza del generale Wavell in quel momento in Gran Bretagna.

La via per Berbera era ormai aperta e cominciava la terze e conclusiva fase della conquista del Somaliland che analizzeremo nel nostro post del 19 agosto.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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