2^ G.M. Regia Marina

L’affondamento del leggendario Scirè

Il 10 agosto 1942 veniva affondato nella zona di Haifa in Palestina uno dei sommergibili italiani più famosi del secondo conflitto mondiale, un nome che a tutti i marinai d’italia fa battere il cuore. Il battello in questione è il leggendario “Sciré”, nome indissolubilmente legato alla Decima MAS e al suo comandante Junio Valerio Borghese che fu comandante dello stesso per un lungo periodo.

Lo Scirè era un sommergibile di piccola crociera della classe Adua, varato il 6 gennaio del 1938 ed entrato entrò in servizio il 25 aprile dello stesso anno. Il suo nome è legato ad una regione dell’Etiopia, zona montuosa e semidesertica vicino al confine con l’Eritrea, teatro di una omonima battaglia tra le truppe italiane e abissine nel marzo del 1936. Alla data dell’entrata del Regno d’Italia nella seconda guerra mondiale il battello era basato a La spezia inquadrato nella XV Squadriglia del I Grupsom.

Lo Sciré è legato alla città di Pistoia in quanto uno dei protagonisti dell’aspra battaglia sopra citata tra l’esercito italiano di Badoglio e le truppe abissine di Haile Selassie fu il generale pistoiese Ezio Babbini, al comando del IV Corpo d’Armata. Nella vittoria italiana si distinsero inoltre gli uomini dell’83° Reggimento fanteria con sede a Pistoia, e tra i caduti vi fu anche il caporale maggiore pistoiese Giovanni Marini, medaglia d’oro alla memoria, al quale è stata dedicata una lapide all’interno della Caserma di Pistoia.

Sarà proprio la sezione pistoiese della Lega Navale a confezionare e donare la bandiera di combattimento allo Sciré, in memoria di quella battaglia dove i militari pistoiesi si erano battuti con valore. La stessa cosa si è poi ripetuta nel 2004 quando la Marina Italiana ha battezzato uno dei suoi nuovi battelli, entrati in servizio nel 2007, con il nome del glorioso Sciré. In quell’occasione la bandiera di combattimento è stata donata dalle sezioni ANMI di Pescia, città natale dell’Ammiraglio Gino Birindelli e di Pistoia, ma torniamo ora all’argomento del nostro post odierno.

Comandante dell’unità in qui giorni era il tenente di Vascello Adriano Pini a cui ordini il 10 luglio 1940 a nordovest dell’Asinara siluro’ affondandolo il piroscafo francese Cheik di 1057 tsl soccorrendone poi l’equipaggio. Dopo questa azione si decise l’assegnazione del sommergibile alla X flottgilia MAS e la sua conversione a mezzo «avvicinatore» di SLC, i siluri a lenta corsa, comunemente noto con il nome di “maiale”.

Sarà lo Scire’ a trasportare i due mezzi di assalto che il 18 dicembre 1941 forzarono la base navale britannica di Alessandria d’Egitto. Durante la missione nella base fino a quel momento ritenuta inviolabile venne inferto un durissimo colpo alla Royal Navy. Due corazzate la Valiant e la Queen Elizabeth vennero affondate oltre alla cisterna Sagona e al cacciatorpediniere Jervis. Con quel colpo l’Asse riconquistava la superiorità nel Mediterraneo orientale e riequilibrava la grave umiliazione subita a Taranto.

Proprio per quella missione lo Scire’ avrà la bandiera di guerra decorata con la Medaglia d’Oro al Valor militare, decorazione assegnata solo a 3 unità navali nel corso del secondo conflitto mondiale. L’8 marzo 1942 Borghese, fu promosso comandante della sezione subacquea della X MAS e sostituito nel comando dello Scirè dal tenente di vascello Bruno Zelik, pochi mesi dopo.

Lo Scirè con i contenitori per due mezzi d’assalto

Il 6 agosto dello stesso anno, il battello partì per l'”operazione S.L. 1” una missione contro il porto britannico di Haifa, missione che purtroppo si rivelerà fatale. Questa volta non doveva portare i mezzo d’assalto bensì doveva lasciare dei sommozzatori del Gruppo Gamma che avrebbero forzato il porto per applicare delle cariche esplosive su alcune navi britanniche ormeggiateL’azione si sarebbe dovuta svolgere nella notte del 10 agosto che era di novilunio.

Per le comunicazioni fra lo Scireé e Rodi venne usato il codice Enigma senza sapere che lo stesso era da tempo stato decrittato dai servizi segreti britannici. Il sommergibile venne lasciato avvicinare ad Haifa praticamente indisturbato, salvo poi venire bersagliato prima da aerei poi dall’artigleria basata a terra e finito poi dal Corbetta HMS Islay. Dopo quel tragico giorno, lo Sciré non diede più notizie.

Invano si continuò a cercare di contattarlo sino al 18 del mese e, quando si rese evidente la realtà, il 31 agosto l’unità fu dichiarata scomparsa in mare in azione di guerra. Con lo Scirè perirono il comandante Zelik, altri 6 ufficiali, 15 sottufficiali, 19 sottocapi, 8 marinai dell’ equipaggio oltre a due ufficiali, 4 sottufficiali, 2 sottocapi e 3 marinai incursori della X MAS. Il sommergibile aveva svolto 14 missioni di guerra, percorrendo 14.375 miglia in superficie e 1590 in immersione.

L’Italia fortunatamente non si è dimenticato di questo pezzo della sua storia e dopo un patto raggiunto dai governi di Italia e Israele, dal 2 settembre al 28 settembre 1984 si sono svolti, ad opera della nave appoggio Anteo della Marina Militare Italiana, le operazioni di recupero di 42 salme. In questa occasione sono state anche recuperate varie parti dello scafo, ora conservate al museo della base navale di Augusta, all’Arsenale della Spezia e all’Arsenale di Venezia, mentre il basamento del cannone con parte del fasciame è conservato al Sacrario delle bandiere al Vittoriano.

I restri dello Sciré al Vittoriano

I resti dello Sciré al Vittoriano

Il 18 dicembre 2004, nell’anniversario dell’attacco di Alessandria d’Egitto, alla presenza della Medaglia d’Oro al Valor Militare Emilio Bianchi, è stato varato un nuovo sottomarino con il nome Scire’. A fine anni 90, nella città di Cava de’ Tirreni è stata intitolata una strada al sommergibile Sciré ed una targa in memoria delle vittime. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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