2^ G.M. Africa Orientale

L’occupazione italiana di Hargheisa nel Somaliland

La conquista italiana della Somalia Britannica, operazione militare che si svolse dal 3 al 19 agosto 1940, rappresenta l’unica operazione militare italiana vittoriosa nella seconda guerra mondiale senza alcun intervento da parte dell’alleato tedesco. È inoltre, insieme all’occupazione tedesca delle isole del Canale, l’unico caso di occupazione di territori britannici o soggetti alla corona britannica nel corso della guerra, da parte dei truppe dell’Asse.

Dopo la dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, i territori dell’Africa Orientale Italiana (AOI) si trovarono praticamente isolati dalla madrepatria, senza nessuna possibilità di ricevere rinforzi o rifornimenti se non per via aerea, essendo sia il canale di Suez che lo stretto di Gibilterra saldamente in mano Britannica.

Le provincie dell'Africa Orientale Italiana

Le provincie dell’Africa Orientale Italiana

Tra essi e la Libia vi era poi il Sudan, anch’esso in mano Britannica. Da un punto di vista geografico, i territori dell’AOI confinavano a nord e ad ovest con il Sudan, a sud col Kenia, mentre ad est vi era l’oceano Indiano e il mar rosso tranne una striscia di territorio nel quale erano presenti le due colonie della Costa francese dei somali e del Somaliland Britannico.

A presidiare i territori dell’Impero un notevole numero di uomini, soprattutto truppe coloniali ma scarsamente armate e come detto sopra senza possibilità di ricevere rinforzi importanti dalla madrepatria. Un destino già segnato, in poche parole, in caso di guerra prolungata.

Ai comandi del Vicerè Amedeo di Savoia duca di Aosta due divisioni nazionali, la 65ª Divisione fanteria “Granatieri di Savoia”e la Divisione fanteria “Cacciatori d’Africa”, oltre a venticinque battaglioni di Camicie Nere, svariati gruppi di artiglieria sia nazionale che coloniale, 24 carri medi M11/39, 39 carri leggeri CV33, sei squadriglie autoblindo Lancia 1ZM e una di autoblindo Fiat 611 e trentacinque Brigate coloniali per un totale di 68 000 uomini di truppa nazionale e 188.000 uomini di truppa locale.

Insegna di Viceré dell'Africa Orientale Italiana

Insegna di Viceré dell’Africa Orientale Italiana

Le prime operazioni eseguite sono state le cosidette “rettifiche del fronte”, ossia operazioni aventi l’unico scopo di risparmiare uomini e mezzi per una migliore vigilanza delle frontiere. Vennero quindi attuate le operazioni che portarono all’occupazione di Cassala, Gallabat e Kurmuk nel Sudan e dopo alcune operazioni in Kenia (conquista di Moyale e della zona circostante), di passare all’offensiva contro la Somalia britannica, azione culminanti di questa serie di operazioni.

Per chi volesse appronfondire l’argomento delle operazioni italiane può leggere il nostro post al seguente link:

Le operazioni iniziali in AOI

Quest’azione avrebbe impedito un’azione britannica contro l’Harar italiano; avrebbe inoltre eliminato ogni contatto tra i francesi a Gibuti e i britannici e avrebbe anche notevolmente ridotto l’ampiezza del fronte da controllare, passando dagli oltre 1.100 chilometri di frontiera terrestre a circa 700 chilometri di frontiera marittima.

Fu cosi che il 27 luglio, il tutto venne deciso a Roma, dove intervennero motivi di ordine politico e propagandistico – serviva una vittoria, il Duce approvava. L’attacco alla Somalia Britannica venne autorizzato da Pietro Badoglio il 28 luglio 1940, ma iniziò il 3 agosto.

Il Somaliland, la parte britannica della Somalia, presenta un terreno desertico, impervio, vi erano solo due strade, all’infuori delle quali il terreno era impercorribile per i mezzi meccanizzati o corazzati che fossero. Consci del pericolo, il Comando Britannico del Medio Oriente aveva provveduto per tempo a rinforzare la guarnigione del Somaliland con l’invio di 3 Battaglioni indiani, lo schieramento difensivo assunto dal generale Austen, comandante del settore, era il seguente:

Truppe di copertura: 3 compagnie Corpo cammellato il famoso Camel Copr e 1 compagnia del reggimento Nord Rhodesia
Posizione di resistenza di Tug Argan (torrente Argan): da destra a sinistra:
destra – 3° battaglione del 15° regggimento Punjab (indiani);
centro – Reggimento nord Rhodesia meno 1 compagnia, 1 compagnia mitragliatrici, 1 compagnia corpo Cammellato e 1 batteria artiglieria
sinistra – 2° King’s african Rifles (fucilieri)
in riserva – 2° battaglione del reggimento Black Watch
Vi era inoltre il 1° battaglione del 2° reggimento Punjab che era sparso intorno a Berbera.
L’ammontare delle forze inglesi era di circa 11.000 uomini. L’appoggio aereo proveniva da Aden quindi era poco incisivo, impiegando troppo tempo ad arrivare sul posto quando necessario.

Da parte italiana si approntarono per l’operazione tre colonne, di cui quella centrale aveva il compito principale della conquista di Berbera. Il complesso delle forze italiane ammontava a 26 battaglioni (di cui solo 3 nazionali) e 21 batterie d’artiglieria, in totale 4.800 nazionali e circa 30.000 coloniali al comando del generale Nasi.

Truppe coloniali italiane

Questo complesso di forze venne diviso in quattro colonne, ciascuno con un obiettivo iniziale qui descritto:

  • colonna di destra (gen. Bertello): con obiettivo Oadueina, 1 Battaglione coloniale, 2 Battaglione di Dubat, 1 batteria di artiglieria cammellata.
    -colonna centrale (gen. de Simone): con obiettivo Hargeisa, poteva contare sulla Divisione Harar, sulla XIII, XIV e XV Brigata coloniale, 1 compagnia carri M (12 M-11/39), 1 compagnia carri L (12 L-3/35), 1 squadrone autoblindo (Fiat 611), 1 batteria da 149/13;
  • colonna di sinistra (gen. Bertoldi): con obiettivo la località costiera di Zeila con la LXX e la XVII Brigata coloniale;
  • colonna costiera (gen. Passerone) con obiettivo la neutralizzazione di Gibuti con 1 Battaglione CC.NN., 1 Battaglione, unità miste;

A queste forze si aggiungeva la riserva, comprendente la II Brigata coloniale e comandata dal colonnello Lorenzini, che seguiva la colonna centrale.

Le unità italiane dovevano percorrere 270 Km di territorio desertico per arrivare a Berbera, presa la quale, negli intendimenti del comando Italiano, la campagna poteva dirsi conclusa.  Gli obiettivi iniziali vennero raggiunti nella giornata del 6 senza aver incontrato particolare resistenza, quindi la prima fase (3-6 agosto) dell’operazione, che prevedeva fra le altre cose il blocco della guarnigione francese di Gibuti si potè considerare conclusa nei tempi prefissati.

Ebbe quindi inizio la seconda fase (7-15 agosto) che prevedeva lo sfondamento delle difese britanniche, imperniate sulle fortificazioni dell’Argan, la principale posizione difensiva britannica nella Somalia posta all’ingresso di Berbera.

Il giorno 8 agosto colonne italiane raggiunsero il mare occupando Zeilai e il giorno successivo 9 agosto 1940, le truppe italiane occupavano Hargheisa, la seconda città della Somalia per grandezza, dopo la capitale Mogadiscio, e attuale capitale del ricostituito, ma non riconosciuto a livello internazionale stato del Somaliland, autoproclamatosi indipendente nel 1991.

Oggi vi si trovano il parlamento regionale, il palazzo presidenziale ed i ministeri del governo e nel periodo 1941-1960 è stata anche la capitale coloniale della Somalia Britannica in sostituzione di Berbera.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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