2^ G.M. Regia Marina

L’affondamento del sommergibile britannico HMS Chacalot

Come citato nel bollettino del Quartier Generale delle Forze Armate n° 426 del 4 agosto 1941, un mese prima e precisamente nella notte fra il 30 luglio e il 1° agosto la torpediniera Generale Achille Papa speronava e spezzava in due, provocandone l’affondamento del sommergibile britannico HMS Chacalot. Prima di narrare l’episodio due parole sulle unità coinvolte nello scontro che vide prevalere l’unità della Regia Marina.

Cominciando dall’unità italiana essa fu costruita insieme alle unità gemelle della classe Generali, tra il dicembre 1919 ed il febbraio 1922. Facevano parte della stessa le unità gemelle Generale Antonio Cantore, Generale Antonio Cascino, Generale Antonio Chinotto, Generale Carlo Montanari, Generale Marcello Prestinari e appunto la Generale Achille Papa.

La Papa a fine anni Trenta, ormeggiata accanto alla gemella Generale Antonio Chinotto.

La Papa a fine anni Trenta, ormeggiata accanto alla gemella Generale Antonio Chinotto.

Il 1º ottobre 1929 l’unità, come tutte le navi gemelle, fu declassata a torpediniera e alla data dell’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, la Papa faceva parte della II Squadriglia Torpediniere con base a La Maddalena. Durante la guerra la nave fu impiegata in missioni di scorta e di posa di mine dapprima nelle acque nordafricane e successivamente in Mar Tirreno.

Ora due parole sul sommergibile HMS Chacalot. Esso venne costruito fra il maggio del 1936 e il dicembre del 1937, quindi si trattava di un unità praticamente nuova. Nell’agosto del 1940 il battello britannico silurò e affondò il sottomarino tedesco U-51 nel Golfo di Biscaglia e durante l’anno successivo venne trasferito nel Mediterraneo.

Prima di proseguire una spiegazione sul significato del prefisso HMS che stava davanti a tutte le unità della Royal Navy. H.M.S. o più semplicemente HMS è la sigla di Her Majesty’s Ship o His Majesty’s Ship (“Nave di Sua Maestà”, per le navi inglesi e del Commonwealth), nel caso dei sommergibili e sottomarini, viene trasformato in Her Majesty’s Submarine.

Sommergibile britannico Chacalot

Il sommergibile britannico HMS Chacalot

L’episodio oggetto del post come detto avvenne nella notte sul 30 luglio 1941, quando la Papa, al comando del tenente di vascello di complemento Gino Rosica, stava scortando il piroscafo Capo Orso nel golfo della Sirte. Durante la navigazione quando le due unità si trovavano a circa 45 miglia ad ovest di Bengasi, vennero attaccate col cannone dal sommergibile britannico Cachalot, che era emerso in quanto aveva scambiato la Papa per una piccola nave cisterna.

La torpediniera, avvistato il sommergibile nella foschia, a qualche centinaio di metri a proravia, rispose al fuoco con il pezzo di prua, danneggiando il sommergibile, e manovrando al contempo a tutta forza per speronarlo, in modo da impedirgli di immergersi per impiegare i siluri.

Giunta la nave a poche decine di metri dal Cachalot, che aveva iniziato l’immersione rapida, il comandante Rosica ordinò macchina indietro tutta, riducendo così la violenza dell’impatto (in modo da evitare che la prua della nave s’incastrasse nei rottami del sommergibile), ma conservando sufficiente abbrivio da speronare l’unità nemica ed aprirvi un ampio squarcio.

Il sommergibile colpito, s’inabissò circa dieci minuti dopo lo speronamento, e tutto l’equipaggio composto da 70 uomini, ad eccezione del cuoco maltese, rimasto intrappolato nel locale cucina, venne tratto in salvo dalla Papa e trasportato sano e salvo a Bengasi.

Durante il salvataggio dei naufraghi un ufficiale della torpediniera, il guardiamarina Henke, inviò a Supermarina un messaggio con cui comunicava l’affondamento del sommergibile, nonostante un ordine del comandante Rosica in senso contrario, e ciò causò il decollo da Malta di aerosiluranti diretti contro la Papa, che fortunatamente non riuscirono a localizzare l’unità italiana

Il comandante Gino Rosica fu decorato con la Medaglia d’Argento al valor militare, e l’affondamento del Cachalot fu citato come ricordato sopra nel bollettino n. 426 ed inoltre l’episodio venne illustrato su un’edizione della Domenica del Corriere. La medaglia sopra citata non fu l’unica conferita al valoroso ufficiale nel corso del secondo conflitto mondiale, egli infatti si meritò la medaglie d’argento (due concessioni), quella di bronzo, la croce al merito di guerra (quattro concessioni), oltre a essere nominato cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia e dell’ordine coloniale della Stella d’Italia.

Nato a Meta di Sorrento (Napoli) il 18 novembre 1907, fu arruolato in servizio di leva in qualità di allievo timoniere “D” nel 1927 e chiuse la sua lunghissima carriera nel 1973 arrivando alla carica più alta, quella di Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e ricoprendo anche in ambito internazionale la prestigiosa carica di comandate in capo delle forze navali alleate nel sud Europa. Morì a Roma il 26 agosto 1987.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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