I “Giovani fascisti” in Africa

Il 24 Giugno 1940 viene portata al Duce, da parte del Comando Supremo, una lettera intestata “Battaglioni G.I.L.” che porta in calce una annotazione del Generale Magli:

“…esprimo parere contrario: le unità che dovranno operare sul fronte Russo non possono essere composte da ragazzi…”.

Letta l’annotazione Mussolini scrive sotto di suo pugno:

“Sta bene! i due Battaglioni andranno in Libia”.

Chi erano i battaglioni G.I.L. quale era la loro storia? Siamo appunto nel 1940 quando il 10 giugno Mussolini annuncia la guerra contro la Gran Bretagna e la Francia. Molti giovani non ancora in età militare occorrono volontari presso le associazioni del Partito.

Si tratta di circa 25.000 giovani di tutte le estrazioni sociali  provenienti dalle fila della G.I.L. la Gioventù Italiana del Littorio, che animati da sincero entusiasmo chiedono di essere arruolati per raggiungere il fronte di combattimento.

Il Partito Nazionale Fascista grazie al Segretario Ettore Muti, stabilisce con il Ministero della Guerra, che approva a malincuore, la costituzione di 25 Battaglioni G.I.L. che, vengono divisi in tre raggruppamenti per essere inviati nelle zone di addestramento militare.

Il I raggruppamento comprende i giovani dell’Italia settentrionale su 4 gruppi di 2 battaglioni, il II comprende i giovani provenienti dell’Italia centrale su 3 gruppi di 2 battaglioni, infine il III raduna i meridionali su 4 gruppi di 2 battaglioni.

La forza di ciascun battaglione è di circa 1.000 giovani a cui vengono assegnati 50 sottufficiali e 20 ufficiali e come armamento individuale il fucile Mod. 91 e il pugnale della G.I.L. mentre come armi di reparto vengono dati in dotazione 12 fucili mitragliatori Breda 30 e 4 mitragliatrici Breda o Fiat.

Equipaggiati con 2 uniformi una grigioverde e l’altra coloniale, il fregio della G.I.L. sul berretto e sulla manica della giubba uno scudetto giallo e rosso con il nome del Comando Federale di appartenenza, vengono inviati nelle rispettive zone di addestramento, il I e II raggruppamento nella riviera ligure il terzo sul litorale Adriatico.

Risultati immagini per marcia giovinezza

Durante l’addestramento i reparti vengono più volte visitati dal segretario del P.N.F. Muti che ha preso a cuore la vicenda e che constatato il raggiungimento di un buon grado di addestramento, dispone che i reparti vengano fatti sfilare per l’Italia in quella che diverrà la “Marcia della Giovinezza”.

Partita il 26 agosto del 1940 rispettivamente per i 3 raggruppamenti da Albissola, Arenzano e Ancona la marcia dimostrativa, accolta ovunque dall’entusiasmo della popolazione, si conclude dopo circa 450 km alla fine di settembre a Padova.

La città accoglie come può la massa di giovani nei padiglioni della fiera in attesa del 10 ottobre 1940, quando i reparti verranno passati in rassegna dal Capo del Governo Benito Mussolini e dalle autorità militari.

Dopo la rivista, cui partecipano rappresentanze delle organizzazioni giovanili europee, fra cui la Hitlerjugend germanica, i giovani apprendono dalle colonne del “popolo d’Italia”, con profonda delusione che i loro Battaglioni sono smobilitati, su richiesta dei comandi militari ed invitati a rientrare nelle loro case per continuare a studiare e lavorare.

IL GIORNALE D'ITALIA ULTIMA EDIZIONE Venerdì 11 Ottobre 1940 XVIII TRIONFALE .

Alla decisione di sciogliere questi battaglioni seguirono proteste e tafferugli, il V° Gruppo, accampato alla Fiera Campionaria di Padova, arriva ad ammutinarsi incendiando un padiglione per non eseguire l’ordine.

Allarmato dai fatti Muti invia sul posto il  Maggiore Fulvio Balisti, già Comandante dei Battaglioni G.I.L Bologna a sedare la rivolta.

La determinazione dei giovani, appoggiati dal Segretario del PNF Ettore Muti, indusse, tra ottobre e novembre, il Comando della GIL a formare tre battaglioni speciali, che vennero inviati ad addestrarsi a Formia, Gaeta e Scauri.

Achille Starace, succeduto ad Ettore Muti nella carica di segretario del partito, dopo avere in precedenza bollato seccamente i  volontari come “nient’altro che Premilitari” diede il suo assenso affinché fosse costituita la 301ª Legione CC.NN.  d’assalto della Milizia nella quale, il 12 aprile 1941 il Ministero della Guerra dispose che confluissero i giovani del Gruppo Battaglioni.

Dopo una settimana però ci si accorse che i volontari non avevano adempiuto ancora il periodo di ferma regolare, quindi essendo la M.V.S.N. (Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale) un apparato post-militare, il Ministero si affretta ad emanare una nuova disposizione.

Con la n° 49640 del 18 Aprile 1941, viene disposta la costituzione del “Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti” quale unità del Regio Esercito. Le uniformi ed i pugnali della Milizia sono ritirati e sostituiti dall’Esercito con l’uniforme della Fanteria con due particolarità: al bavero le fiamme sono a due punte bicolore giallo rosse (i colori di Roma e della G.I.L.).

Come berretto di fatica viene adottato il fez nero dei reparti Arditi della prima guerra mondiale. Sarà questo il solo copricapo portato orgogliosamente dai giovani volontari, in quanto l’elmetto non verrà a loro mai consegnato.

Nacque così una nuova e particolare unità del Regio Esercito la cui truppa era costituita da giovani, grazie al consenso firmato dai genitori, inquadrati come “volontari ordinari senza vincoli di ferma ” anziché come “volontari di guerra”, e da sottufficiali ed ufficiali anch’essi come volontari.

Nella foto a sinistra l’uniforme della 301ª Legione CC.NN. assegnatata ai volontari appena arruolati in Italia e a destra quella distribuita per la guerra in Africa settentrionale.

La classe da arruolare era quella del 1922, ma in realtà non verranno controllati né la classe, né l’assenso paterno, i volontari produrranno false documentazioni per essere arruolati, e così nei battaglioni si troveranno giovani del 1922 del 1924 e del 1924 , oltre a tre volontari del 1925 ed uno del 1926.

II Gruppo venne posto comando dal Tenente colonnello Fernando Tanucci Nannini, il l° Battaglione “Mi scaglio a ruina” al comando del maggiore Fulvio Balisti, il II° Abbi fede” al comando del maggiore Carlo Benedetti, infine il III “A ferro freddo” agli ordini del Capitano Antonio Bonomato.

Cosi circa 2.000 volontari vengono inviati a spese del Comando Generale della G.I.L. rispettivamente a Formia, Gaeta e Scauri per completare l’addestramento militare.

I volontari sono stufi di promesse, di esercitazioni e visite di Gerarchi. In seguito a diverse sollecitazioni il Ministero della Guerra invia l’Ispettore della Fanteria Generale Taddeo Orlando, per costatare il grado di preparazione militare dei Battaglioni. Il suo parere è favorevole e i volontari sono pronti al combattimento.

A Roma il parere dell’ufficiale, che per uno strano scherzo del destino incontrerà i volontari nell’ultima disperata fase dei combattimenti in Tunisia, sarà determinante.

II 21 aprile il Gruppo prestò giuramento al Re. A Maggio il “Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti” è trasferito a Napoli in attesa di destinazione.

Il 29 Luglio 1941 il “Gruppo Battaglioni GG.FF.”, composto dal I° e II° Battaglione e dal Comando di Gruppo, sbarca a Tripoli

Il momento dell’azione verrà ancora rimandato, con i reparti inviati  con compiti di presidio a Homs e Misurata, dove i Battaglioni subiscono trasformazioni nell’organico e vengono consegnati i cannoncini 47\32 ed i mortai da 81 mm.

Il momento della gloria arriverà qualche mese dopo, e al primo impiego operativo quelli che i britannici con ammirazione soprannomineranno “Mussolini’s boys” sapranno coprirsi di gloria. Ma questo sarà oggetto di un futuro post.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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