2^ G.M. Spionaggio e controspionaggio

L’operazione Mincemeat , il piano Brimston e il suo annullamento

Il primo piano che parlava dell’invasione della Sardegna risaliva al gennaio del 1941, quando i comandi Alleati manifestarono l’intenzione di occupare la Sardegna per farne una solida base offensiva contro l’Italia e per tenere sotto controllo le rotte del Mediterraneo occidentale.

All’interno del War Office venne messo allo studio il piano Yorker, che prevedeva che due convogli distinti sulla rotta Gibilterra-Malta-Egitto al tramonto del giorno stabilito avrebbero dovuto virare decisamente a nord dirigendosi verso le coste sarde per raggiungerle all’alba. Obiettivo del primo sbarco la spiaggia di Portoscuso, con la baia di Palmas come alternativa.

Nelle ore successiva altri sbarchi erano previsti a Muravera, a Oristano e ad Alghero, mentre truppe aviotrasportate avrebbero dovuto prendere i principali aeroporti. Tutti questi attacchi, oltre a stabilire importanti teste di ponte, avrebbero dovuto distrarre l’attenzione dal principale obiettivo: il porto di Cagliari.

Sbarco truppe inglesi

Qui, al quarto giorno, doveva giungere il secondo convoglio per sbarcare il grosso delle truppe e dei mezzi. Decisiva sarebbe stata l’occupazione tempestiva degli aeroporti che, una volta conquistati, sarebbero stati utilizzati per bombardare i porti italiani e respingere i rinforzi in arrivo.

Yorker era stato programmato per la fine della primavera del ’41, ma il 6 febbraio i capi dello Stato Maggiore britannico decisero di archiviarlo perché presentava rischi sproporzionati rispetto alle possibilità di riuscita e al valore strategico dell’Isola stessa.

Neppure due mesi dopo, a fine marzo, fu varato il Piano Garotter che, sostanzialmente riprendeva le linee di Yorker, ma si concentrava soprattutto sulla presa immediata di Cagliari. Tuttavia la pianificazione fu ostacolata dall’insufficienza di informazioni derivanti dalle ricognizioni fotografiche per le quali mancavano aerei e carburante. Anche Garotter fu temporaneamente accantonato.

Nel gennaio del 1942, durante la conferenza di Washington, americani e inglesi cominciarono a studiare una strategia comune che puntava all’attacco all’Europa su due fronti: dall’Italia a sud e in Normandia a nord, anche che si decise che condizione essenziale fosse la vittoria completa nel Nord Africa.

I piani segretissimi, di cui erano a conoscenza solo i massimi vertici alleati e alcuni comandi preposti alla definizione delle operazioni, comprendevano anche falsi piani di depistaggio per far credere agli italiani e ai tedeschi che il vero obiettivo dello sbarco non fosse la Sicilia, ma la Sardegna.

Questo piano, che vide protagonisti i servizi segreti britannici e fu battezzato Mincemeat (tritacarne), prevedeva di far giungere alla deriva, sulla costa Spagnola, paese formalmente neutrale che schierato con le forze dell’Asse presso Huelva,  un corpo esanime, che sembrasse vittima di un incidente aereo, con indosso la divisa da maggiore dei Royal Marines con una valigetta di documenti ovviamente falsi , nella speranza che i servizi segreti nazisti, una volta acquisitone il possesso, ne fossero depistati.

Tesserino identificativo

Il cadavere fu fatto giungere nella zona prestabilita con apposto il cartellino del falso ufficiale «William Martin», il cui corpo era in realtà quello di un giovane gallese, Glyndwr Michael, morto suicida per avvelenamento da topicida. Il cadavere, una volta recuperato da alcuni pescatori, fu esaminato dal servizio segreto spagnolo, il quale provvide a recapitate gli incartamenti ai Servizi Segreti germanici, che li reputarono autentici e li inviarono a Berlino.

All’autopsia la morte per avvelenamento era difficile da notare con i mezzi dell’epoca, pertanto venne confermata la presunta morte per annegamento e il corpo fu sepolto con tutti gli onori militari a Huelva, dove la tomba è tuttora visitabile.

Tomba di «William Martin» a Huelva

Una lettera faceva riferimento a uno sbarco in Grecia e indicava falsamente come finto obiettivo la Sicilia, accennando ad un altro attacco contemporaneo nel Mediterraneo e fu cosi che al Comando Supremo germanico abboccarono tutti, Hitler compreso. Fu proprio il Fuhrer a predisporre, nonostante la dura opposizione degli alleati italiani, il ridispiegamento delle forze tedesche proprio come volevano gli alleati, lasciando l’isola siciliana con scarse unità di difesa.

Due divisioni tedesche furono così spostate in Sardegna e Corsica, altre sette dalla Sicilia alla Grecia, lasciando la Sicilia praticamente scoperta, difesa da poche, moralizzate e male equipaggiate forse, senza sistemi antisbarco.  Ricordiamo che la vicenda ha ispirato prima un libro e successivamente il film L’uomo che non è mai esistito (The Man Who Never Was, 1956)

I piani, vennero definitivamente accantonati nel gennaio 1943  durante il vertice di Casablanca, in  quell’occasione Eisenhower – comandante in capo delle forze in Europa – ed il premier britannico Churchill stabilirono di dare la spallata all’Italia, definito come il «ventre molle dell’Asse», in due fasi, attaccando direttamente dalla Sicilia e poi dal Meridione con lo sbarco a Salerno.

Tuttavia l’ipotesi della conquista della Sardegna non venne esclusa definitivamente e gli uffici strategici degli Alleati continuarono ad aggiornare il Piano Brimstone per essere pronti qualora l’operazione Husky, lo sbarco in Sicilia fosse stata abbandonata o piuttosto fallita.

Si giunge così al luglio del 1943, il 10 gli Alleati sbarcano con due armate sulle coste siciliane e il 20 successivo, visto il buon andamento della campagna di Sicilia, si arriva alla decisione finale. Il piano Brimstone per l’invasione della Sardegna viene annullato e gli strateghi alleati concentrano la loro attenzione su Napoli per l’ampiezza del suo porto e per la vicinanza a Roma.

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