17 Luglio 1936 inizia la guerra civile spagnola

Il 17 luglio 1936  un gruppo di militari guidati da cinque generali, tra cui spicca Francisco Franco, inizia una ribellione armata partendo dal Marocco spagnolo, contro il governo repubblicano regolarmente eletto. E’ l’inizio della guerra civile spagnola che si concluderà nel marzo del 1939

Vediamo in breve gli antefatti. La Spagna agli inizi del Novecento era governata da Alfonso XIII e si trovava in una situazione di grave arretratezza economica, dovuta soprattutto alla corruzione della classe dirigente. Nel 1923 il generale Miguel Primo di Rivera con un colpo di Stato si impossessò del potere e instaurò un regime dittatoriale, simile a quello fascista che Mussolini aveva instaurato in Italia, che durò fino al 1930.

Nel 1931 le elezioni sono vinte dai democratici e dai repubblicani. Il re non abdica ufficialmente, ma lascia il paese. Nasce la Repubblica: nel 1932 viene promulgata una costituzione democratica molto avanzata.

I primi anni di governo repubblicano sono segnati da un periodo di grave instabilità economica e sociale: si susseguono un fallito colpo di stato militare nell’estate del ’32, un’insurrezione anarchica sanguinosamente repressa nell’autunno del ’34.

Il 16 febbraio del 1936, le nuove elezioni vengono vinte da socialisti, repubblicani e agli anarchici, tutte forze riunite nel Fronte popolare delle sinistre. Le forze conservatrici preoccupate in particolare dalla minaccia comunista, iniziano a pensare un colpo di stato e organizzarono rivolte militari comandate del generale Francisco Franco.

Torniamo cosi al 17 luglio quando come visto il generale Franco prende il controllo del Marocco Spagnolo e da il via alla ribellione contro il governo repubblicano e dal nord Africa dirige inizialmente le operazioni di trasporto delle truppe in patria.

Mussolini, che teme un’intesa Madrid-Parigi capace di turbare gli equilibri nel Mediterraneo, decide di intervenire a favore dei rivoltosi permettendo, grazie ai velivoli forniti, di far sbarcare centinaia di uomini dal Marocco nella Spagna.

Francisco
Il generalissimo Francisco Franco, Caudillo de España

Il 21 del mese i ribelli controllano il Marocco Spagnolo, le Canarie, le Baleari (con l’eccezione di Minorca), ed i territori a nord della sierra de Guadarrama e del fiume Ebro (tranne le Asturie, Santander, le province Basche e la Catalogna). Lo stesso giorno a Salamanca viene nominato “Generalissimo”, ovvero il principale comandante delle operazioni. Il 27 libera l’Alcázar di Toledo da un assedio che andava avanti da due mesi.

La Spagna repubblicana, forte dell’esercito popolare e delle forze aeree, riesce a conservare tutto il resto del paese, con alcune importanti eccezioni come Siviglia, Granada e Cordoba. Le città più importanti (Barcellona, Madrid e Valencia), restano in mano alla Spagna Repubblicana.

E’ l’inizio della guerra civile spagnola che si concluderà solo quasi tre anni dopo e precisamente nel gennaio del 1939, quando dopo aver conquistato città dopo ci I militari conquistano città dopo città  i falangisti il 26 gennaio 1939 prendono Barcellona, centro nevralgico della resistenza. Il 28 marzo, Franco entra a Madrid e annuncia la resa dell’esercito repubblicano.

Essa è considerata la prova generale del secondo conflitto mondiale, durante questa guerra si sperimentano quelle tecniche che diverranno tristemente note nel conflitto mondiale, come i bombardamenti sulle città, le rappresaglie e i rastrellamenti.

L’Italia fascista invia un contingente di circa di 60.000 uomini, la maggior parte volontari, ma anche reparti regolari. A fine delle operazioni saranno oltre 3.000 i militari italiani morti in terra spagnola, e oltre 13.000 i feriti. La Germania nazista utilizza il conflitto spagnolo per mettere alla prova le sue nuove forze armate, in particolare l’aviazione.

Nell’aprile 1937, con il sostegno italiano, la Luftwaffe rade al suolo la cittadina di Guernica (Paesi Baschi), che diverrà, anche grazie a un famoso dipinto di Pablo Picasso, il simbolo della guerra terroristica contro i civili.

Fiat C.R.32 del XVI Gruppo Autonomo cucaracha scortano un Savoia-Marchetti S.M.81 in una missione di bombardamento.
Fiat C.R.32 del XVI Gruppo Autonomo cucaracha scortano un Savoia-Marchetti S.M.81 in una missione di bombardamento.

Il governo repubblicano riceverà invece consistenti aiuti militari solo dall’Unione Sovietica, in quanto Francia e Gran Bretagna si oppongono sin da subito all’invio di contingenti militari temendo che la Guerra Civile Spagnola potesse sfociare in una Seconda guerra mondiale. Presto otterranno il consenso di 27 nazioni, che principalmente per paura del comunismo si impegneranno ufficialmente a non intervenire nel conflitto.

Anche l’URSS aderisce in un primo tempo al “patto di non intervento” ma in ottobre, visto il crescente impegno italo-tedesco in Spagna, decide di intervenire direttamente inviando aiuti al governo repubblicano.

In soccorso del governo legittimo accorreranno numerosi volontari, sia dalle Americhe in particolare dal Messico, sia da tutta Europa. I combattenti stranieri schierati con i Repubblicani, circa 40.000 persone, daranno vita a partire dal 22 ottobre 1936 alle Brigate Internazionali, di questi circa 4.000 saranno gli italiani.

A febbraio il regime di Francisco Franco è ormai apertamente riconosciuto dalla Francia e dal Regno Unito. Madrid, ultima città repubblicana, si arrenderà a marzo dopo un’eroica resistenza di tre anni, ponendo fine, pochi mesi prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, alla guerra civile spagnola.

La guerra civile lascia la Spagna provata dalle distruzioni e con un grave dissesto economico e provoca più di 500.000 morti. Pesanti le perdite italiane nelle due parti in lotta, a cui vanno aggiunte le ingenti perdite di materiale che depauperarono il già scarso potenziale bellico italiano alla vigilia della seconda Guerra Mondiale, quantificabili in 14 miliardi di lire dell’epoca

Il  C.T.V. dovette registrare le seguenti perdite: Caduti: 272 ufficiali (105 della M.V.S.N.), 2764 sottufficiali e soldati (1357 della Milizia), Feriti: 981 ufficiali (399 della M.V.S.N.), 10.205 sottufficiali e soldati (5200 della Milizia). Dispersi: 9 ufficiali (4 della M.V.S.N.), 272 militari deceduti per malattia e incidenti vari.

Sul fronte opposto dei repubblicani ci furono altri italiani, i volontari delle Brigate Internazionali, inquadrati in una forza internazionale cui parteciparono circa 40.000 volontari di 52 paesi dei cinque continenti. I volontari italiani, inquadrati nella Brigata Garibaldi, di ispirazione comunista furono circa 3.350. Tra gli italiani figuravano anche l’anarchico Camillo Berneri e il dirigente di Giustizia e Libertà Carlo Rosselli, che  nell’agosto del 1936 costituirono la “Colonna Italiana Francisco Ascaso”, una formazione di circa 300 volontari di ogni fede politica.

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Durante la Seconda guerra mondiale la Spagna resterà in gran parte neutrale, pur inviando 50.000 volontari sul fronte russo per combattere al fianco della Germania nazista. Il Caudillo avrebbe inoltre concesso ai sottomarini tedeschi di utilizzare i porti spagnoli come base sull’Atlantico.

Nei prossimi giorni dedicheremo un dettagliato post alla partecipazione italiana alla guerra civile spagnola analizzando sia le Brigate Internazionali che sostennero il governo Repubblicano sia il Corpo Truppe Volontarie inviate da Mussolini.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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