2^ G.M. Regia Marina

La morte del capitano di corvetta Franco Tosoni Pittoni

Il 5 luglio del 1941, scompariva insieme al suo sommergibile Michele Bianchi, il capitano di corvetta Franco Tosoni Pittoni. Egli poco più di un anno prima e precisamente nella notte fra l’11 e il 12 giugno del 1940, 2° giorno di guerra, aveva colto il  primo successo dei sommergibili italiani nel secondo conflitto mondiale.

Franco Tossoni Pittoni nasce a Trieste il 2 dicembre del 1904

Il 6 giugno 1940, prima dell’inizio delle ostilità il tenente di vascello Franco Tosoni Pittoni, al comando del sommergibile sommergibile Alpino Bagnolini, lasciò il porto di Taranto insieme al sommergibile Capitano Tarantini per raggiungere la zona operativa. All’inizio delle ostilità, ricevuto il segnale convenzionale da Maricosom, si dispose nella zona assegnata in attesa.

Nella notte tra l’11 e il 12 giugno le vedette avvistarono l’incrociatore leggero britannico Calypso (4180 t) che insieme al gemello Caledon stava procedendo fra Creta e l’isolotto di Gaudo in missione esplorativa. Tosoni d’istinto decise di attaccare con il sommergibile in superficie, senza sapere che si trattava della tattica approntata da Karl Doenitz per gli U-Boot tedeschi.

il calypso

L’incrociatore britannico Calypso

Dopo aver atteso di trovarsi in buona posizione d’attacco, ordinò il lanciò di un primo siluro ma non fece in tempo ad ordinare il secondo lancio che la deflagrazione del primo siluro squarciò la nave inglese. A quel punto, ordinò immediatamente l’immersione per sfuggire al secondo incrociatore che avrebbe presto incominciato la caccia al sommergibile insieme alle cacciatorpediniere di scorta.

La nave colpita affondò con 39 uomini, mentre il Bagnolini uscì indenne dal bombardamento con cariche di profondità condotto dalla scorta dell’incrociatore. Dopo l’affondamento Tosoni Pittoni telegrafò al comando sommergibili:

«Bagnolini fine indicazione autorità mittente. Avvistati ore 01.00 cacciatorpediniere seguiti metri 5.000 da incrociatori tipi imprecisati con rotta ovest alt lanciato siluro et colpito incrociatore punto 022512.»

Dopo l’attacco il comandante ordinò il rientro alla base e Tosoni Pittoni fu promosso sul campo capitano di corvetta. L’affondamento dell’incrociatore britannico fu citato sul bollettino di guerra n° 1 insieme all’affondamento, avvenuto il giorno successivo, della petroliera norvegese Orkanger da parte del sommergibile Naiade:

«Nel Mediterraneo nostri sommergibili hanno silurato un incrociatore ed una petroliera di 10.000 tonnellate.»

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Il sommergibile Alpino Bagnolini

A settembre giunse l’ordine per il battello e il suo equipaggio, di raggiungere la base di BETASOM, a Bordeaux da dove dovevano partire i sommergibili italiani destinati al contrasto del traffico navale alleato nell’Oceano Atlantico. Il comandante e il Bagnolini, superarono senza difficoltà, il sorvegliatissimo stretto di Gibilterra il 13 settembre.

Durante il viaggio di trasferimento, prima di giungere a Bordeaux, il Bagnolini affondò, il 18 settembre 1940, il piroscafo spagnolo Cabo Tortosa da 3.300 tonnellate. La nave pur essendo neutrale era stato indicato erroneamente dai servizi segreti come al servizio degli Alleati. Tosoni Pittoni inizialmente intenzionato a verificare la merce trasportata. fu costretto a decidere per l’affondamento per l’arrivo all’orizzonte di unità navali, non prima di aver lasciato all’equipaggio il tempo di mettersi in salvo.

tosoni pittoni a bordeaux

Il Comamandante Tosoni Pittoni a Betasom

L’8 dicembre 1940 partì per una nuova missione a ovest dell’Irlanda e undici giorni più tardi colò a picco il piroscafo britannico Amicus (3660 tsl).

Nella primavera 1941 fu assegnato al comando del sommergibile Michele Bianchi. Al comando del suddetto battello, trovò la morte, affondando nell’Oceano Atlantico il 5 luglio 1941, dopo che l’unità della Regia Marina era stata colpita dal sommergibile britannico HMS Tigris.

Nell’arco della sua carriere gli vennero conferite quattro medaglie al valor militare, due d’argento e due di bronzo, con le seguenti motivazioni:

  • Medaglia d’argento al valor militare
    «Comandante di sommergibile, avvista in ore notturne una forza navale nemica, composta da incrociatori e cacciatorpediniere, la attaccava risolutamente con siluro ed affondava uno degli incrociatori, nonostante viva reazione nemica, dimostrando in tutta l’azione doti cospicue di coraggio, di serenità e di perizia nella condotta dell’unità al suo comando.»
    — Mediterraneo Orientale, notte del 12 giugno 1940
  • Medaglia d’argento al valor militare
    «Comandante di sommergibile oceanico, nel corso di una lunga missione atlantica affondava un piroscafo nemico. Fatto successivamente segn a violenta azione offensiva che danneggiava la propria unità, emergeva dopo aver preso tutte le disposizioni necessarie per una disperata difesa in superficie e, con abile manovra, mentre si sottraeva ad una critica situazione, riusciva a silurare un incrociatore ausiliario nemico. Faceva fronte con ogni mezzo alle gravi deficienze derivanti dalle avarie subite, riuscendo a portare in salvo l’unità
    — Oceano Atlantico, Dicembre 1940
  • Medaglia di bronzo al valor militare
    «Comandante di sommergibile in numerose missioni di guerra in acque insidiate dall’avversario, dimostrava di possedere elevata capacità professionale e spirito di sacrificio. In ogni circostanza superava con serenità ed ardimento i pericoli delle insidie nemiche»
    — Mediterraneo e Oceano Atlantico 10 giugno 1940-1º maggio 1941
  • Medaglia di bronzo al valor militare
    «Comandante di sommergibile oceanico partecipava a numerose missioni di guerra assolvendo il proprio incarico con abnegazione ed elevato sentimento del dovere. Nei pericoli e fra le insidie avversarie, dava sempre prova di serenità e coraggio. Scompariva in mare, combattendo per la Patria, in seguito alla perdita dell’unità.»
    — Oceano Atlantico 2 maggio-9 giugno 1941

Il Bagnolini, adibito a sommergibile da trasporto per il collegamento con il Giappone, in base agli accordi italo-germanici per lo scambio di 9 sommergibili, verrà colà catturata il 9 settembre 1943 a seguito dell’armistizio italiano.

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