“Bassotto” il semovente da 105/25

Il semovente M43 da 105, meglio noto come “bassotto”, rappresenta uno dei tanti armamenti validi, giunti alle forze armate del Regno d’Italia troppo tardi e come sempre in numero troppo ridotto per incidere sulle sorti del conflitto.

La sua storia inizia nel 1942 quando lo Stato Maggiore richiede un mezzo ancora più potente dei semoventi da 75 per contrastare i mezzi corazzati avversari. Vennero avviati perciò due progetti paralleli sviluppati da ODERA-Terni-Orlando (OTO) e Ansaldo.

Semovente da 105 25
Un M43 appena uscito dalle linee di produzione

La prima propose di installare il cannone da 105/25 sullo scafo del carro armato pesante P.40, Ansaldo invece propose di utilizzare una versione allargata dello scafo del carro medio M.42 già in produzione, definita M.42L. Fu quindi in grado di presentare, il 28 febbraio 1943, il suo prototipo al centro studi della motorizzazione, mentre il modello Oto era ancora in sviluppo e il mezzo venne adottato il successivo 2 aprile 1942.

Il carro risultava come un mezzo dalla sagoma tozza e bassa che gli valse durante i combattimenti intorno a Roma il soprannome di “Bassotto”, ma che non aveva niente da invidiare ai semoventi nemici e in effetti esso fu il carro più potente mezzo in campo dal Regio Esercito prima dell’armistizio dell’8 Settembre. Esso a differenza di tutti gli altri corazzati italiani della guerra possedeva una corazzatura saldata eccetto la sezione anteriore dello scafo.

La produzione iniziò quasi subito e prima dell’armistizio vennero prodotti circa 30 esemplari. Esso era armato di 1 cannone da 105/25 equipaggiato con 48 colpi e da 1 mitragliatrice Breda 8 mm con 888 colpi, il serbatoio da 350 litri gli assicurava un’autonomia di 150 chilometri, mentre la blindatura andava da un minimo di 15 mm a un massimo di 50.

Schieramento di M43 in attesa di essere consegnati
Serie di “bassotto” in attesa di essere consegnati ai reparti

A seguito dell’armistizio, poche unità del carro inquadrate nella divisione corazzata Ariete II, vennero impiegate contro i tedeschi, durante gli scontri intorno alla capitale.

Il carro risultò buono, in quanto il suo cannone, anche se con una cadenza bassa, era in grado di danneggiare seriamente i carri medi tedeschi e il suo scafo basso lo rendeva un bersaglio difficile da colpire, e furono proprio i tedeschi a soprannominarlo come “Bassotto”.

I comandi germanici a seguito dei combattimenti svolti intorno alla capitale, decisero di continuare la produzione del mezzo e lo classificarono StuG M43. Per questioni di logistica e di approvvigionamento delle munizioni i tedeschi sostituirono il pezzo da 105 con il loro 75. Vennero quindi realizzate una sottoserie col cannone da 75/46 di 11 esemplari, definiti M42T e dalla Wehrmacht StuG M43 852; altri ebbero il cannone da 75/34 (StuG M43 mit 75/34 851.

Un bassotto con contrassegni germanici
M43 con contrassegni germanici e cannone da 105

In totale fra mezzi con il cannone italiano e con il pezzo tedesco, circa 90 “bassotto” verranno impiegati dalla Wehrmacht durante la campagna d’Italia per contrastare l’avanzata delle armate alleate. Il mezzo venne impiegato con successo anche come cacciacarri.

Poche unità vennero assegnate alle forze armate della Repubblica Sociale. Il Gruppo Corazzato “Leoncello” costituito il 13 Settembre 1944, ebbe un pezzo in dotazione e lo destinò alla difesa del ministero delle forze armate della R.S.I. a Polpenazze (Brescia). Alcuni pezzi vennero invece trasferiti in Valtellina per i lavori di potenziamento a quello che venne definito RAR “Ridotto Alpino Repubblicano”

Conosciuto anche come Ridotto della Valtellina, era il luogo dove i fascisti avrebbero dovuto organizzare la difesa finale della Repubblica Sociale Italiana. Proposto da Pavolini segretario del Partito Fascista Repubblicano il 14 aprile 1945, il piano prevedeva il concentramento di 50 mila uomini, l’approntamento di ingenti scorte in armi e viveri, l’allestimento di rifugi e postazioni difensive. Undici giorni dopo la guerra in Italia finiva e non se ne farà nulla.

Tornando al semovente da 105/25 esso venne prodotto in 131 esemplari.

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