2^ G.M. Africa Orientale

Battaglione alpini Uork Amba “Le aquile rapirono l’oro alla montagna”

Questo era il motto del battaglione alpini “Uork Amba” l’unico reparto alpino presente nei territori dell’Africa Orientale Italiana nel corso del secondo conflitto mondiale.

Il 31 dicembre del 1935 in previsione della guerra di Etiopia venne costituita la 5^ Divisione alpina “Pusteria” con il seguente organico: due reggimenti alpini, uno di artiglieria alpina e due battaglioni di complementi. Uno di quest’ultimi e precisamente il VII battaglione durante la seconda battaglia del Tembien si distinse particolarmente nella conquista del massiccio dell’ Uork Amba. Era il 27 febbraio del 1936, pochi giorni dopo e precisamente il 15 marzo il nuovo comandante maggiore Tommaso Risi, intitolò ufficialmente il reparto come Battaglione alpini “Uork Amba”.

Per il sacrificio e il coraggio dimostrati durante l’azione sul massiccio dell’Uork Amba, al battaglione venne assegnata la medaglia di bronzo al valor militare con la seguente motivazione:

«Conquistava, e con tenacia manteneva importante posizione sul fianco di un’amba infrangendo ripetuti assalti di sovverchianti forze nemiche, mentre i suoi reparti di scalatori raggiungevano l’impervia cima dell’amba stessa, dopo una giornata di sforzi ammirevoli, in bella emulazione con un nucleo di CC.NN. e di ascari.»

— Amba Uork, 27 febbraio 1936

Allo scoppio del conflitto il battaglione, al comando del maggiore Luigi Peluselli, venne inquadrato nella 65^ divisione di fanteria “Granatieri di Savoia” come terzo battaglione del 10º Reggimento granatieri. Inquadrava reduci della guerra d’Etiopia e richiamati delle classi 1900-19017 provenienti da tutti gli 11 reggimenti alpini. Tenuto in riserva nella capitale vicereale,in quanto assegnato alla sicurezza della stessa, non prese parte alla campagna che porto alla conquista della Somali britannica nell’agosto del 1940.

La 1^ compagnia era dislocata a Erba, la seconda a Uollisò e la terza a Uollenciti. In ottobre presidiò la vasta area lungo l’asse stradale diretto al fiume Omo Bottego. Fra i mesi di ottobre 1940 e gennaio 1941 il attaglione sarà impegnato in numerose operazioni di rastrellamento sostenendo scontri a fuoco con bande ribelli.Il 3 febbraio 1941 fu trasferito in autocarro sul fronte Eritreo, il 4 era a Termaber, il 5 alla Piana del Gerà e Alomatà arrivando a sera a Dessiè, il 6 supera l’Amba Alagi giungendo a Mescic da dove il giorno successivo prosegue per Senafè. Ad Asmara giunge il giorno 8, la mattina del 9 arriva a Halib Mentel accampandosi sotto l’Agher Bacac e subendo un bombardamento aereo da parte inglese.

Venne assegnato come rinforzo alla piazza di Cheren la cui difesa era fondamentale per la tenuta dell’intero dispositivo italiano. Contro la città era già in corso l’offensiva della 4^ divisione anglo-indiana.Il 7 febbraio dopo attacchi e cannoneggiamenti, le truppe indiane riuscirono a sfondare ed aprire una falla di circa un chilometro nelle difese. Fu affidato il contrattacco il giorno 11 ai valorosi alpini che superando notevoli difficoltà riuscirono dopo violenti combattimenti a far ripiegare il battaglione indiano “Punjab”.Le perdite furono di 80 alpini Caduti. Continui cannoneggiamenti nemici e attacchi contro le postazioni della Biforcuta,del Sanchil, del Nido d’Aquila e del Dologorodoc decimano il battaglione ma la prima battaglia di Cheren era vinta.

 

Gli alpini dell’Uork Amba raccolsero i propri Caduti in un cimitero contraddistinto da una lamiera squarciata da una scheggia e con la scritta

«Anima devota e patriota che giri lo sguardo su queste rocce sacre alla gloria alpina, alza il pensiero alla misericordia divina, recita un requiem per gli eroici caduti, figli del battaglione Uork Amba».

Seguirono venti giorni di relativa calma, salvo alcuni attacchi della Brig’s Force che vennero respinti. Le forze contrapposte si andavano riorganizzando, con la determinante differenza che l’avversario poteva far affluire forze fresche e nuovi mezzi mentre i nostri reparti erano quasi sempre i medesimi e i magazzini vuoti. Non era infatti possibile l’arrivo di nessun rinforzo e riornimento dalla madrepatria troppo lontana e il destino del battaglione come quello di tutte le forze, schierate nei terriotri dell’Impero era già segnato, era solo questione di tempo.

Il 10 marzo venne respinta un attacco portato dalla Legione straniera francese che, rafforzata da battaglioni senegalesi, aveva tentato di forzare la stretta di Ander; respinto venne pure l’attacco al monte Engiahat sferrato nei giorni successivi. Il 15 marzo ebbe inizio una terrificante preparazione d’artiglieria seguita dall’attacco di tutte le forze anglo-indiane. I difensori di Cheren riuscirono a contenerle sino al 25 marzo quando sovrastati in uomini e mezzi cedettero e gli attaccanti scardinarono le difese. All’alba del 27 marzo i valorosi alpini abbandonarono le posizioni intorno a Cheren. Il battaglione aveva tenuto le posizioni per 56 giorni, resistendo a soverchianti forze nemiche anglo-indiane, munite di mezzi corazzati.

Due ufficiali, 11 sottufficiali e 120 alpini riuscirono a sfuggire alla cattura raggiungendo, dopo una marcia di 100 km, Asmara e da qui Massaua che difesero sino all’8 aprile. Quando anche Massaua cadde, i superstiti vennero fatti prigionieri ed il battaglione si considera quindi sciolto.

Pochi sopravvissuti proseguisono per Decameré ed Agordat per concludere sull’Amba Alagi a fianco degli altri magnifici soldati del duca d’Aosta la magnifica storia del battaglione Uork Amba.

Su una forza totale di 21 ufficiali, 55 sottufficiali e 840 graduati e soldati, il battaglione ebbe 323 morti (5 ufficiali, 18 sottufficiali, 300 uomini di truppa) e 460 feriti ospedalizzati (14 ufficiali, 26 sottufficiali, 420 uomini di truppa).

Non venne più ricostituito.

Durante il conflitto due medaglie d’oro al valor militare vennero assegnate a militari in esso inquadrati, mentre la medaglia d’argento venne assegnata al reparto stesso per il sacrificio durante la battaglia per la difesa di Cheren.

“Durante aspra, prolungata battaglia contro preponderanti forze terrestri ed aeree, impegnato in successive critiche situazioni, si imponeva per elevato spirito guerriero tenendo testa, a costo di sanguinosi sacrifici, ad agguerrito avversario cui dava luminose prove di indomabile tenacia e valore”

(Africa Orientale , 9 febbraio – 27 marzo 1941)

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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