2^ G.M. I bollettini di Guerra

L’ardito Ciro Scianna muore baciando il Tricolore

Il 24 giugno del 1918, moriva negli scontri sul Monte Asolone tra il Regio esercito e l’esercito imperale austro-ungarico, l’ardito siciliano Ciro Scianna.  Ciro Scianna

Egli nasce a Bagheria il 15 marzo 1891 da Michele, villico, e da Paola Rizzo. Emigrato per lavoro,si arruolò nel 3°Bersaglieri,in seguito distaccato al 10°in Albania;allo scoppio del primo conflitto mondiale, venne inquadrato infine nel 16°Bersaglieri, e alla creazione del corpo degli Arditi entro’ nel 9° Reparto d’ assalto.

Venne insignito con la medaglia di bronzo sul Monte Asolone (ove troverà la morte) nel Maggio 1918, e sul Col Moschin con la medaglia d’argento .

Cadde durante gli “otto giorni”, durante i quali il Regio Esercito si riprese il Piave; il bollettino del Comando Supremo del 23 Giugno recitava : “Dal Montello al mare,il nemico,sconfitto ed incalzato dalle nostre valorose truppe,ripassa in disordine il Piave”.

Il giorno seguente Ciro Scianna, ardito fra i migliori,si apprestava al suo ennesimo giorno di eroica battaglia, che sarà l ultimo. Non appena raggiunta la vetta del monte fu colpito a morte, quando già aveva già quasi superato le linee nemiche.

Stava portando avanti lo stendardo del proprio battaglione nonostante il fuoco incessante dei fucili e delle mitragliatrici nemiche, suscitando l’entusiasmo dei propri compagni.  Morì baciando il Tricolore che stava portando con tanta fierezza.

La Medaglia d’Oro gli fu conferita, “motu proprio” del re, il 30 agosto 1918, due mesi e 8 giorni dopo il suo sacrificio sul Monte Asolone. Questa la motivazione:

“Soldato di altissimo ardimento, in aspra battaglia, sotto un micidialissimo tiro di fucileria e mitragliatrici nemiche e fra tragiche lotte corpo a corpo, portava con irresistibile slancio lo stendardo del battaglione d’assalto alla testa delle ondate, infiammando i compagni entusiasti del suo coraggio. Sulla vetta raggiunta, colpito in pieno petto, cadeva nell’impeto della sua superba audacia, dando al tricolore l’ultimo bacio e alla Patria l’ultimo pensiero col grido Viva l’Italia”.

Gli sono state dedicate la Base Addestramento Incursori dell’Esercito Italiano di Pisa, la caserma del 4º Reggimento genio guastatori di Palermo e la Scuola secondaria di primo grado,ad indirizzo musicale,”Ciro Scianna”della sua città natale.

Il poeta di Bagheria Giovanni Girgenti gli ha dedicato una bella e commovente poesia intitolata “L’eroe dell’Asolone” che trascriviamo:

Le rie mitraglie scorrono…A la valle
frastuoni cupi e bigie nuvolaglie:
ne l’aria mille brividi
di fiamme gialle…
Fu il dì di San Giovanni!
Marte gli diede i vanni
che adducono a le sfere de la gloria
e, cieca come il fato,
passò su Lui la raffica…
Fu il dì di San Giovanni!
In un estremo guizzo il suo pensiero
baciò i suoi cari
e i Lari che lo fecero soldato,
poi su gli Altari, macine
di sacre spighe umane,
piegò la fronte e la sua bocca livida
sfiorò la sua bandiera.
L’anelito dell’Ora: un fioco gemito!…
Fu quello un Vaticinio di Vittoria.
Baciò la terra rossa del suo sangue,
cercò la luce effimera del sole,
poi tese il labbro al bacio de la Gloria
e fra le Fiamme nere”
dischiuse gli occhi a nuove primavere.

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